Maykel Osorbo invia un messaggio ai suoi oppressori dalla prigione per avergli negato di partecipare al funerale di sua nonna

Maykel Osorbo critica dalla prigione il rifiuto di partecipare al funerale di sua nonna. Denuncia l'ipocrisia e la repressione delle autorità cubane e riafferma la sua posizione.


Il rapper cubano contestatario Maykel Castillo Pérez, conosciuto come Maykel Osorbo, ha inviato un duro messaggio dalla prigione 5 e Medio di Pinar del Río ai militari che gli hanno impedito di partecipare al funerale di sua nonna, Hilda Rojas Mora, che è venuta a mancare recentemente all'Avana.

Attraverso un audio condiviso sui social media, Osorbo si è rivolto direttamente al capo unità e agli ufficiali che si erano presentati per informarlo del diniego. Nel suo intervento, ha criticato duramente l'atteggiamento "ipocrita" dei militari, accusandoli di non avere sensibilità né coerenza e di agire sotto una repressione sistematica. Ha assicurato che “non si lamentino, a voi non fa male nulla” e ha reclamato: “voi non siete persone buone né niente, questo non esiste. Con me non essere ipocrita.”

Il coautore del brano "Patria y Vida" ha messo in discussione la giustificazione ufficiale basata su regolamenti istituzionali, sottolineando che “quale regolamento?, se voi violate tutti i regolamenti. Con me avete violato dal principio fino alla fine”.

Si è anche dichiarato senza mezzi termini come controrivoluzionario. “Io sono controrivoluzionario? Sì. Non mi offendo perché voi mi diciate controrivoluzionario. A me non importa che tu mi dica quello che sono, io non sono quello che sei tu”, ha sentenziato, lasciando chiaro il suo distacco morale da coloro che lo reprimono.

Osorbo ha criticato le autorità per aver pensato che lui potesse aver creduto in una minima possibilità di poter partecipare al funerale. “Quando mai hai portato qualcuno qui da qualche parte? A me? Tu porterai me, consorte? Se per muovermi c'è bisogno di spostare metà del paese”, ha detto, con un tono sfidante e rassegnato.

Nonostante il dolore, Osorbo ha affermato che il suo legame con la nonna va oltre un addio presenziale. “Non importa. Mia nonna sa che la voglio bene, sai? Non importa, mijo”, ha espresso, ribadendo che la repressione non è riuscita a spezzare il suo affetto né la sua dignità.

Una negativa precedente carica di dolore

Il rifiuto di permettere a Osorbo di assistere al funerale è stato reso noto il 1° aprile e ha generato un'ondata di indignazione sui social media. Sua nonna, che lo ha cresciuto da quando aveva dieci anni, è deceduta per cause naturali all'età di 85 anni. La famiglia aveva richiesto di poterlo salutare sotto custodia, come previsto da procedure in altre circostanze, ma la loro richiesta è stata ignorata dalle autorità cubane.

Il musicista e attivista Yotuel Romero ha denunciato dunque il fatto, paragonandolo al trattamento riservato all'icona Celia Cruz, a cui fu anche impedito di tornare a Cuba per salutare i suoi cari. “Questo non è politica, è umanità”, ha dichiarato Yotuel, annunciando che porteranno il caso dinanzi a organismi internazionali.

Un simbolo della repressione politica

Maykel Osorbo è stato condannato a nove anni di prigione per il suo attivismo e per essersi opposto apertamente al regime cubano. La sua incarcerazione è stata definita ingiusta da diverse organizzazioni per i diritti umani, che lo riconoscono come prigioniero di coscienza. Il suo caso è diventato un simbolo del costo personale e familiare che comporta dissentire a Cuba.

Con questo messaggio dalla prigione, l'artista torna a far sentire la sua voce, non solo per denunciare un fatto specifico, ma per riaffermare la propria dignità di fronte a un sistema che, secondo le sue parole, “viola dall'inizio alla fine”.

Domande frequenti su Maykel Osorbo e la sua situazione a Cuba

Perché Maykel Osorbo non ha potuto partecipare al funerale di sua nonna?

Maykel Osorbo non ha potuto partecipare al funerale della sua nonna perché le autorità cubane gli hanno negato il permesso di uscire dal carcere, nonostante le suppliche della sua famiglia e del legame speciale che aveva con lei. Questo diniego è stato visto come un ulteriore segno della repressione politica che Osorbo affronta per il suo attivismo contro il regime cubano.

Che messaggio ha inviato Maykel Osorbo dalla prigione dopo la morte di sua nonna?

Desde la prigione, Maykel Osorbo ha inviato un messaggio criticando l'atteggiamento dei militari che gli hanno negato di partecipare al funerale di sua nonna. Osorbo ha definito l'atteggiamento dei militari "ipocrita" e ha ribadito la sua posizione come controrivoluzionario, chiarendo il suo distacco morale dal regime cubano ed esprimendo che il suo legame con sua nonna va oltre l'addio fisico.

Perché Maykel Osorbo è considerato un prigioniero di coscienza?

Maykel Osorbo è considerato un prigioniero di coscienza perché il suo incarceramento è il risultato del suo attivismo politico e della sua opposizione al regime cubano. Diverse organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International, hanno denunciato la sua situazione come un esempio della repressione politica a Cuba e hanno chiesto la sua liberazione immediata.

Come ha reagito la comunità internazionale al caso di Maykel Osorbo?

La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per la situazione di Maykel Osorbo. Diverse organizzazioni per i diritti umani e attivisti hanno condannato il suo incarceramento e hanno richiesto la sua liberazione, considerandolo un simbolo della repressione politica a Cuba. Inoltre, sono state presentate denunce a organismi internazionali per fare pressione sul suo caso.

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