Gli Stati Uniti e l'Argentina dialogano su come combattere l'autoritarismo a Cuba

Il segretario di Stato Marco Rubio e il cancelliere argentino Gerardo Werthein hanno ribadito il loro impegno congiunto contro l'autoritarismo a Cuba, in Nicaragua e in Venezuela.

Cancelliere argentino Gerardo Werthein (I) e Segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio (D)Foto © Captura YouTube / Dipartimento di Stato degli Stati Uniti

Video correlati:

Gli Stati Uniti e l'Argentina hanno riaffermato martedì il loro impegno congiunto a fronteggiare l'autoritarismo nella regione, con particolare enfasi sui regimi di Cuba, Nicaragua e Venezuela, secondo un comunicato diffuso dal Dipartimento di Stato.

Il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ha avuto un incontro ufficiale con il ministro degli Affari Esteri argentino, Gerardo Werthein, nel quale hanno sottolineato la necessità di continuare a contrastare i regimi che — secondo Washington — minacciano la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e la stabilità dell'emisfero occidentale.

“Entrambi i leader hanno enfatizzato il loro sostegno al coraggioso popolo cubano, nicaraguense e venezuelano, che continua a difendere le proprie libertà fondamentali e ad affrontare l'oppressione di regimi autoritari e l'influenza maligna di attori esterni”, sottolinea il testo divulgato dalla portavoce del Dipartimento di Stato, Tammy Bruce.

Rubio ha ringraziato il governo argentino per la continua collaborazione su temi economici condivisi e ha sostenuto la necessità di rafforzare la cooperazione bilaterale in settori strategici.

Il comunicato si conclude con la riaffermazione dell'interesse reciproco per "approfondire i legami diplomatici tra Stati Uniti e Argentina, basati su valori condivisi e obiettivi comuni".

La menzione esplicita a Cuba come uno dei focolai di preoccupazione regionale avviene in un contesto caratterizzato da maggiori pressioni diplomatiche internazionali contro il regime de L'Avana, ripetutamente accusato da organismi internazionali di violazioni sistematiche dei diritti umani e repressione della dissidenza.

Nel settembre del 2024, il presidente argentino Javier Milei ha suscitato una forte risonanza internazionale dopo il suo intervento alla 79ª Assemblea Generale dell'ONU, dove ha definito come “dittature sanguinose” i governi di Cuba, Venezuela e Iran.

Nel suo discorso, ha criticato duramente l'inclusione di questi paesi nel Consiglio dei Diritti Umani dell'organizzazione, mettendo in discussione la loro legittimità e denunciando la contraddizione di partecipare a organismi che affermano di difendere le libertà fondamentali. La posizione di Milei ha segnato una rottura con la diplomazia tradizionale del suo paese ed è stata accolta con opinioni divise sia in Argentina che all'estero.

Successivamente, nel mese di novembre dello stesso anno, il presidente argentino annunciò l'espulsione di tutti i diplomatici della Cancelleria che avevano sostenuto il voto a favore della revoca dell'embargo statunitense contro Cuba all'ONU.

Il presidente ha qualificato come “traditori della patria” i funzionari che, secondo le sue parole, hanno agito contro la politica estera che lui stabilisce dalla Casa Rosada. Questa decisione ha provocato un immediato rimaneggiamento ai vertici diplomatici, includendo la destituzione dell'allora cancelliere Diana Mondino, e ha rafforzato l'allineamento del governo argentino con gli Stati Uniti e Israele nella sua politica nei confronti del regime cubano.

Finalmente, a marzo del 2025, il governante cubano Miguel Díaz-Canel ha espresso il suo sostegno alle proteste popolari in Argentina contro le riforme promosse da Milei. Durante un evento all'Avana, Díaz-Canel ha affermato che “dobbiamo tutti uscire” a difendere le cause giuste, in un chiaro riferimento alle manifestazioni nel paese sudamericano.

La dichiarazione ha suscitato critiche per il contrasto con la dura repressione esercitata dal governo cubano contro qualsiasi tentativo di protesta interna. La paradosso è stato ampiamente segnalato sui social media e sui mezzi indipendenti, sottolineando il doppio linguaggio del regime cubano riguardo alla libertà di espressione e ai diritti dei cittadini.

Domande frequenti sul dialogo tra EE.UU. e Argentina riguardo a Cuba

Qual è l'obiettivo del dialogo tra gli Stati Uniti e l'Argentina riguardo a Cuba?

Il obiettivo del dialogo tra EE.UU. e Argentina è combattere l'autoritarismo a Cuba, così come in Nicaragua e Venezuela. Entrambi i paesi cercano di affrontare i regimi che considerano una minaccia per la sicurezza e la stabilità della regione.

Perché Cuba è un tema di preoccupazione per gli Stati Uniti e l'Argentina?

Cuba è un centro di preoccupazione a causa delle accuse di violazioni sistematiche dei diritti umani e repressione della dissidenza. Inoltre, il regime cubano è considerato una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e la stabilità regionale.

Come influisce la politica estera degli Stati Uniti verso Cuba sotto l'amministrazione Trump?

Sotto l'amministrazione di Trump, la politica estera verso Cuba si è caratterizzata per una posizione più rigorosa e restrittiva. Ciò include la riattivazione di alcune misure punitive, come il Titolo III della Legge Helms-Burton, e il rafforzamento delle sanzioni.

Quale ruolo gioca l'Argentina nella relazione con Cuba dal punto di vista diplomatico?

Argentina, sotto il governo di Javier Milei, ha adottato una posizione critica nei confronti del regime cubano, denunciando le violazioni dei diritti umani e l'autoritarismo nell'isola. Questo si riflette nella sua politica di non designare ambasciatori a Cuba e nella sua partecipazione a forum internazionali.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.