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Erick Dayan Corcho Aguilar, un giovane cubano di 22 anni che è arrivato negli Stati Uniti con il programma di libertà condizionale umanitaria, noto come parole, ha deciso di ritornare sull'isola dopo non aver ricevuto il rinnovo del suo stato migratorio da parte del Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS).
La informazioni sono state condivise dal giornalista di Univisión, Javier Díaz, che ha confermato che Corcho Aguilar, di 22 anni, è già a Cuba insieme alla sua famiglia.

Il giovane viveva nella città di Denver, nello stato del Colorado, ma senza un percorso chiaro verso la legalizzazione e temendo di essere arrestato per strada e trasferito in un centro di detenzione per migranti, decise che tornare a Cuba era la sua unica opzione.
Il suo viaggio è iniziato domenica, prima fino a Miami, da dove ha preso un volo finale verso Santa Clara, la sua città natale.
Antes di partire, il giovane raccolse un po' di soldi e imballò i suoi effetti personali con la speranza di ricominciare la sua vita a Cuba.
In teoria, abbandonare gli Stati Uniti senza una residenza legale si considera una "autodeportazione", rimanendo al di fuori del sistema migratorio statunitense.
Il caso del giovane mette in evidenza l'incertezza che molti migranti cubani affrontano, specialmente coloro che sono entrati con il permesso umanitario e i cui permessi non sono stati rinnovati.
La sua decisione ha generato dibattito sul futuro che lo attende a Cuba e sulla possibilità che si possa pentire del suo ritorno.
Mentre alcuni sostengono che potrebbe trovare stabilità accanto alla sua famiglia, altri avvertono riguardo alle difficoltà economiche e sociali che persistono nell'isola.
Recentemente, l'amministrazione del presidente Donald Trump ha deciso di revocare lo statuto legale dei beneficiari del parole umanitario per migliaia di migranti da Cuba, Haiti, Nicaragua e Venezuela.
Questa misura, efficace a partire dal 24 aprile 2025, riguarda più di 530.000 persone che sono entrate negli Stati Uniti sotto questo programma dal 2023.
Secondo il giornalista Wilfredo Cancio nel suo blog Café Fuerte, la maggior parte dei cubani che sono entrati nel paese attraverso questo programma hanno già richiesto o ricevuto la residenza permanente tramite la Legge di Regolamento Cubano (CAA).
In questo contesto, la CAA acquista particolare rilevanza per i cubani coinvolti. Questa legge, in vigore dal 1966, consente ai cittadini cubani che sono stati negli Stati Uniti per almeno un anno e un giorno di richiedere la residenza permanente.
Tuttavia, si stima che circa 26.000 cubani che sono arrivati dopo marzo 2024, non soddisfino ancora il requisito di un anno di presenza fisica necessario per beneficiare di questa legge, rimanendo in una situazione migratoria precaria.
Domande frequenti sul ritorno di Erick Dayan Corcho Aguilar a Cuba
Perché Erick Dayan Corcho Aguilar ha deciso di tornare a Cuba?
Erick Dayan Corcho Aguilar ha deciso di tornare a Cuba a causa della mancanza di rinnovo del suo stato migratorio negli Stati Uniti e della paura di essere arrestato e deportato. Senza un percorso chiaro verso la legalizzazione e di fronte alla nuova politica migratoria di Donald Trump che revoca il permesso umanitario, tornare nell'isola si è presentato come la sua unica opzione praticabile.
Che cos'è il parole umanitario e come influisce sui cubani?
Il parole umanitario è un programma migratorio che permetteva l'ingresso temporaneo negli Stati Uniti di cittadini di Cuba, Venezuela, Nicaragua e Haiti per motivi umanitari. La recente revoca di questo programma da parte dell'amministrazione di Donald Trump ha lasciato migliaia di cubani in un limbo migratorio, non riuscendo a regolarizzare il loro status legale e aumentando il rischio di deportazione.
Quali alternative hanno i cubani negli Stati Uniti dopo la revoca del parole?
I cubani negli Stati Uniti possono esplorare altre vie di regolarizzazione come la Legge di Adjustamento Cubano, che consente la residenza permanente dopo un anno e un giorno nel paese. Possono anche prendere in considerazione la richiesta di asilo o un visto di lavoro. Tuttavia, queste alternative possono affrontare ostacoli legali e burocratici.
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