Marrero Cruz si scaglia contro i cubani che utilizzano i social media e li accusa di essere “sovversivi”



Il primo ministro cubano ha trasformato la chiusura della IV Giornata Nazionale di Cibersecurity in un atto di disciplinamento politico. Ha presentato le reti come un terreno “sovversivo” e ha invitato a “affrontare” coloro che diffondono contenuti critici. Il Governo insiste sulla narrativa del nemico esterno per giustificare il controllo digitale.

Il governo cubano ha avviato una campagna aggressiva di diffamazione contro i media e i giornalisti indipendentiFoto © ACN

Il primo ministro Manuel Marrero Cruz ha dedicato la chiusura della Quarta Giornata Nazionale della Cibersecurity ad avvertire riguardo al presunto "uso sovversivo" dei social media, ai quali ha attribuito tentativi di aggressione contro la rivoluzione.

Accompagnato da Yudi Mercedes Rodríguez Hernández, membro del segretariato del Comitato Centrale del Partito Comunista e capo del suo dipartimento per l'Attenzione ai Servizi, il capo del Governo ha riposizionato il dibattito digitale nel contesto delle “minacce” esterne, come riportato da un rapporto della televisione statale.

Il primo ministro ha affermato che l'evento si è svolto in “condizioni eccezionali” a causa dell'inasprimento dell'embargo e dell'impatto dell'uragano Melisa, e ha posto entrambi i fattori come sfondo al suo appello a “contrastare le notizie false che vengono generate quotidianamente”.

Secondo Marrero, elevare la cultura della popolazione per identificare i rischi deve diventare parte essenziale del comportamento cittadino.

Insistette sul fatto che lo Stato e il Governo prestano una “ particolare attenzione” alla cybersicurezza e che si fida della preparazione dei partecipanti all'incontro per garantire un uso “sicuro e responsabile” delle tecnologie digitali.

Durante l'atto di chiusura, la relatrice generale dell'evento ha sottolineato la presentazione di 34 relazioni e la discussione di soluzioni tecnologiche e buone pratiche orientate a rafforzare la difesa dello spazio digitale della nazione.

L'intervento di Marrero ha rafforzato la linea ufficiale di trasformare qualsiasi contenuto critico in un'espressione di ostilità politica, mentre sostiene il discorso governativo sulla necessità di un controllo sempre maggiore dell'ambiente digitale a Cuba.

Il governo cubano ha lanciato una campagna aggressiva di diffamazione contro media e giornalisti indipendenti, utilizzando il suo apparato propagandistico statale per criminalizzare l'esercizio del giornalismo libero.

Il 26 novembre, un articolo del portale ufficiale Cubadebate ha identificato 30 account sui social media come parte di una presunta “guerra cognitiva organizzata dall'ultradestra internazionale”, messaggio amplificato dal cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla, dai media ufficiali come Granma e dal programma “Razones de Cuba” del portavoce Humberto López.

Il mezzo digitale elTOQUE è diventato il principale obiettivo, tra le altre cose, per aver pubblicato il Tasso Rappresentativo del Mercato Informale che evidenzia il fallimento economico del regime e la sua incapacità di creare un mercato ufficiale, ordinato e trasparente per l'acquisto e la vendita di valute.

“Razones de Cuba” ha pubblicato schede personali di 18 presunti “dirigenti” del mezzo con fotografie e dati, accusandoli di “mercenari” e minacciandoli con indagini penali, possibile estradizione e incarcerazione.

La strategia mira a equiparare il giornalismo con il tradimento alla patria, utilizzando etichette come "terroristi mediatici" e "ultradestra internazionale", ricordando la Primavera Nera del 2003 quando 27 comunicatori furono incarcerati.

CiberCuba, citato anche negli attacchi, ha respinto le accuse affermando che “denunciare la repressione, la fame e le disuguaglianze non è ultra-destra; è resistenza contro la dittatura”.

Il mezzo ha ribadito che il giornalismo indipendente è un servizio pubblico e continuerà a informare sulla realtà che il regime tenta di nascondere tramite linciaggi mediatici digitali che mirano a creare un clima di paura per giustificare il suo fallimento politico ed economico.

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Redazione di CiberCuba

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