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La influencer cubana Yaya Panoramix (Dayana Figueroa) ha condiviso sui social un messaggio emotivo e disperato dopo i danni causati alla sua abitazione dal uragano Melissa nell'est di Cuba.
En la sua pubblicazione su Facebook, ha chiesto aiuto urgente per sua nonna di 78 anni, che è rimasta senza tetto né beni. “Non pubblicherò i video e le foto della mia casa per rispetto della mia famiglia. Non permetterò che vedano Fefa (Dio in accappatoio) piangere senza conforto la sua casetta, i suoi quattro tarequitos, le foto, i miei diplomi da bambina, i ricordi di una vita... per pudore nei suoi confronti”, ha scritto.
La giovane ha descritto sua nonna come "una signora per bene, di 78 anni, che mi ha cresciuta, che mi scaldava i panni quando mi facevano male le ginocchia, una donna che mi ama e che amo profondamente".
“Ho bisogno di aiuto, mia nonna non ha dove dormire.”
Yaya ha spiegato che le immagini del disastro sono terribili, ma ha deciso di non condividerle per preservare la dignità della sua famiglia.
Il suo messaggio, carico di impotenza, è diventato virale tra gli utenti che si solidarizzano con la sua situazione e con quella di migliaia di famiglie che hanno perso tutto a causa del passaggio dell'uragano.
“Ho bisogno di aiuto. Mia nonna non ha dove dormire. Se qualcuno sta vendendo materassi, per favore contattatemi il prima possibile. Un messaggio privato. Mi rifiuto di pagarlo a chi li ha rovinati”, ha scritto, facendo riferimento al deterioramento causato dalle inondazioni e alla mancanza di sostegno statale.
In suo post, ha incluso una foto d'epoca con sua nonna "in tempi più felici", un'immagine che riassume l'amore, la perdita e la memoria di un'intera vita.
Melissa lascia un paese in rovina e famiglie senza rifugio
Il caso di Yaya Panoramix non è isolato. Migliaia di cubani nell'est del paese affrontano situazioni simili, con abitazioni crollate, tetti strappati e beni distrutti.
Nonostante le richieste di aiuto e le campagne di solidarietà che sono emerse da dentro e fuori l'isola, il governo non ha garantito rifugi né risorse sufficienti per i sinistrati.
Le reti sociali sono diventate l'unico canale per chiedere aiuto, denunciare e cercare solidarietà, di fronte a uno Stato assente e a una catastrofe che ha lasciato una profonda ferita emotiva e materiale nella popolazione.
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