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Un nuovo collasso del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) ha lasciato questo giovedì gran parte di Cuba senza elettricità, nel mezzo dell'imminente arrivo della tempesta tropicale Melissa. Mentre il paese si prepara a possibili piogge e venti forti, milioni di cubani si trovano ad affrontare l'oscurità e il silenzio informativo delle autorità, che riconoscono ancora una volta un “guasto parziale” nel sistema senza fornire spiegazioni chiare.
La Unión Eléctrica (UNE) ha informato su che si era verificata "una disconnessione parziale del SEN" e che si stavano indagando le cause, ma il comunicato, breve e ambiguo, ha solo aumentato l'indignazione degli utenti.
In pochi minuti, centinaia di commenti hanno inondato il post, riflettendo la frustrazione collettiva di un paese esausto per i blackout quotidiani e la mancanza di trasparenza.
“Lasciatelo così, se tanto non c'è mai elettricità”, ironizzò un utente, mentre un altro riassunse il sentimento generale: “Stanno già provando prima che arrivi il ciclone”.
Altri cubani, tra sarcasmo e rabbia, hanno messo in discussione la versione ufficiale: “Oscillazione di cosa e parziale per chi… non avete nemmeno una goccia di vergogna”, ha scritto un'utente.
“Non posso crederci… fino a quando, signori”, aggiunse un altro, mentre un terzo avvertiva con mordacità: “Adesso è parziale, poi si complica, e bam, tre giorni senza corrente”.
La scena digitale è diventata uno specchio del malessere nazionale. In ogni commento si mescolano ironia, incredulità e esasperazione di fronte a un sistema elettrico che collassa al minimo cambiamento di tensione.
“L'aria fresca scompiglia il SEN”, scherzò qualcuno, mentre un altro si chiedeva perché “il circuito dietro Etecsa nel quartiere Cardozo non si spegne mai, nonostante ci sia un grande deficit a Villa Clara”.
Il blackout si verifica in un momento particolarmente critico. Secondo l'ultimo rapporto del SEN, l'afflizione per deficit di generazione ha raggiunto i 1.818 MW, con una disponibilità di appena 1.550 MW rispetto a una domanda di 2.526 MW, portando il sistema al limite del collasso totale. La mancanza di carburante e i guasti in impianti come Felton, Mariel, Renté e Santa Cruz hanno paralizzato più di 70 centrali di generazione distribuita.
A questa precarietà si aggiunge la minaccia di Melissa, che avanza lentamente sul mar dei Caraibi centrali con venti sostenuti di 85 km/h e potrebbe rafforzarsi nelle prossime ore.
Sia l'Istituto di Meteorologia di Cuba (INSMET) sia il Centro Nazionale degli Uragani degli Stati Uniti (NHC) hanno avvertito di possibili piogge intense, mareggiate e inondazioni nell'oriente cubano durante il fine settimana.
In mezzo al rischio meteorologico, i cubani restano senza luce né informazioni, proprio quando ne hanno più bisogno. Senza energia, le stazioni locali e i canali della televisione statale rimangono off-line, le reti di comunicazione si indeboliscono e la popolazione perde la sua principale fonte di orientamento e allerta.
Mentre il governo ripete che “si stanno indagando le cause”, l'intero paese si trova nuovamente di fronte allo stesso scenario di incertezza: una nazione al buio, senza risposte e sull'orlo del disastro, mentre la natura minaccia e la luce, letteralmente, ricomincia a mancare.
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