Il governo del presidente Javier Milei ha annunciato questo mercoledì una riforma profonda del regime migratorio argentino che include deportazioni immediate, restrizioni all'accesso ai servizi pubblici e maggiori requisiti per ottenere la residenza e la cittadinanza.
La misura è stata ufficializzata tramite un Decreto di Necessità e Urgenza, e presentata pubblicamente dal portavoce presidenziale Manuel Adorni e dalla ministra della Sicurezza Patricia Bullrich, secondo Cadena3.
La nuova normativa modifica la Legge sulle Migrazioni 25.871 e cerca di limitare l'ingresso, la permanenza e l'accesso ai benefici statali da parte di cittadini stranieri che non possiedono la residenza permanente o che si trovano in situazione irregolare.
Chiavi del nuovo regime migratorio
Deportazione immediata per gli stranieri con sentenze definitive nei loro paesi d'origine o che vengono sorpresi a commettere reati in flagranza all'interno dell'Argentina, anche nei punti di confine.
Reduzione dei termini per le appelli contro le espulsioni, come ha spiegato la ministra Bullrich, per evitare che i procedimenti giudiziari ritardino l'esecuzione delle deportazioni.
Arancelamento dei servizi pubblici di sanità e istruzione universitaria per residenti transitori, temporanei o irregolari. Gli stranieri dovranno disporre di un'assicurazione medica obbligatoria al momento dell'ingresso nel paese.
Inasprimento dei requisiti per ottenere il Documento Nazionale di Identità (DNI), la residenza permanente e la cittadinanza argentina. D'ora in poi, possono richiedere la cittadinanza solo coloro che risiedono legalmente e in modo continuativo per due anni, o coloro che effettuano investimenti rilevanti nel Paese.
Le università nazionali potranno imporre tariffe agli studenti stranieri non residenti permanenti, mentre l'istruzione primaria e secondaria rimarrà gratuita per tutti i residenti, conformemente all'articolo 20 della Costituzione Nazionale.
Giustificazione ufficiale: ordine, sostenibilità e “fine degli abusi”
Nel comunicato ufficiale diffuso dall'Ufficio del Presidente, si afferma che il decreto mira a porre fine agli abusi sui fondi pubblici e a garantire che "il denaro dei contribuenti venga utilizzato per loro e non per coloro che entrano per abusare del sistema".
Secondo dati ufficiali, nel 2024 l'assistenza sanitaria a persone straniere negli ospedali pubblici ha comportato una spesa di circa 14 miliardi di pesos, cifra citata come giustificazione per richiedere il pagamento di servizi e assicurazioni mediche obbligatorie.
"La società ha eletto il Presidente Milei con il mandato di ricostruire l'Argentina", afferma il testo, che denuncia anche l'esistenza di "tour sanitari" da parte di cittadini stranieri che entravano con l'unico scopo di accedere a servizi gratuiti.
Critiche e precedenti
La misura si colloca nella visione restrittiva e nazionalista del governo libertario di Milei e sta già suscitando critiche da parte di settori dei diritti umani, sindacati e organizzazioni migratorie. Diversi esperti hanno avvertito che i cambiamenti potrebbero violare trattati internazionali sulla non discriminazione e sull'accesso universale a servizi essenziali.
Non è la prima volta che Milei e il suo team puntano il dito contro il regime migratorio. Durante la campagna e nel suo discorso inaugurale al Congresso, il presidente aveva già anticipato la sua intenzione di rivedere le politiche di immigrazione e concentrare i benefici statali sugli “argentini che li finanziano”.
Con questa riforma, l'Argentina rompe con decenni di tradizione migratoria aperta, erede del principio alberdiano di “governare è popolare”, e segnala un giro drastico verso un modello selettivo e restrittivo, che impone condizioni più severe a coloro che desiderano risiedere o stabilirsi nel paese.
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