Rubio risponde ai rumors di dimissioni con un appassionato discorso a difesa di Trump a Mar-a-Lago


Il segretario di Stato Marco Rubio ha pronunciato venerdì un appassionato discorso a sostegno del presidente Donald Trump durante il CPAC Circle Retreat and Gala tenutosi a Mar-a-Lago, a Palm Beach, Florida, in quello che è stato interpretato come un'evidente smentita ai rumors che lo indicavano come prossimo ad abbandonare il gabinetto.

Il discorso, di poco più di 90 secondi, è arrivato appena tre giorni dopo il clamoroso fallimento dei repubblicani alle elezioni di metà mandato del 3 novembre, in cui i democratici hanno riacquistato il controllo di entrambe le camere del Congresso.

Questo risultato ha acceso le speculazioni sul futuro politico di Rubio, con rapporti di The Independent e Bloomberg che indicavano che il funzionario stava valutando di lasciare i suoi incarichi per preparare una candidatura presidenziale nel 2028.

Ante gli assistenti all'evento conservatore, Rubio ha difeso Trump con fermezza e ha fatto appello alla sua posizione privilegiata nel gabinetto per avallare il presidente: «Vedo di persona, ogni giorno, che questo è un uomo che si sveglia ogni mattina con un'unica priorità: voi, il nostro paese e il vostro futuro».

Il segretario di Stato, che da settembre ricopre contemporaneamente il ruolo di Consigliere per la Sicurezza Nazionale —essendo il primo funzionario a ricoprire entrambi i ruoli da Henry Kissinger—, ha centrato buona parte del suo intervento nel giustificare il confronto di Trump con l'Iran.

«La cosa più importante che un presidente può fare per un Paese è mantenerlo sicuro, e ci sono persone nel mondo che vogliono distruggerlo, che vogliono distruggere il nostro stile di vita», ha affermato Rubio, prima di confrontare l'atteggiamento di Trump con quello dei suoi predecessori: «È stato eletto per affrontare le sfide difficili. Sarebbe stato molto facile fare quello che hanno fatto molti presidenti prima di lui: ignorare la questione dell'Iran, lasciarla al successivo».

Rubio è stato categorico nel giustificare la posizione dell'amministrazione riguardo al programma nucleare iraniano: «Non possiamo vivere in un mondo in cui il regime più radicale e terroristico del pianeta possieda un'arma di distruzione di massa».

El finale del suo intervento è stata una dichiarazione di lealtà senza ambiguità: «Lo ha fatto per voi. Non per sé stesso, né per qualcun altro. Lo ha fatto per voi e per il nostro paese. È per questo che mi sento così onorato di essere il vostro segretario di Stato».

Il contesto postelettorale in cui si è svolto il discorso non è da sottovalutare. I democratici hanno conquistato il Senato e la Camera dei Rappresentanti in una notte che ha cambiato l'equilibrio di potere a Washington, strappando seggi in stati storicamente repubblicani come il Texas, il Kansas e la Carolina del Sud.

In quel contesto, le voci su una possibile uscita di Rubio dal gabinetto si sono moltiplicate. Sia la Casa Bianca che il Dipartimento di Stato le hanno respinte categoricamente: il sottosegretario Dylan Johnson le ha definite «notizie completamente false e infondate basate su fonti anonime inventate», mentre un portavoce della Casa Bianca ha parlato di «teorie cospirazioniste false e infondate».

Il stesso Rubio ha smentito i rumori di fronte a The New York Times con una frase diretta: «Lavorare per il presidente Trump fino alla fine del suo mandato è sempre stato il mio piano».

Durante lo stesso evento a Mar-a-Lago, Trump ha elogiato nuovamente Rubio come «il miglior Segretario di Stato» e ha ripetuto la sua battuta ricorrente di lanciarlo con il paracadute sopra Cuba per «risolvere» la situazione dell'isola, uno scherzo che aveva già fatto in un comizio in Texas a ottobre e di fronte all'Assemblea Generale dell'ONU a settembre.

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