
Il regime cubano ha avviato questo mercoledì l'Esercizio Strategico Moncada 2026, una manovra militare di due giorni che mobilita le Forze Armate Rivoluzionarie, milizie, riservisti, strutture civili e settori dell'economia in tutto il territorio nazionale, sotto il motto di prepararsi per una eventuale aggressione esterna.
Roberto Morales Ojeda, segretario dell'Organizzazione del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba (PCC) e membro del Burò Politico, ha annunciato l'inizio dell'esercizio sul suo profilo X con un messaggio che riassume la posizione ufficiale: «Oggi iniziamo l'Esercizio Moncada. Per il nostro @PartitoPCC la preparazione alla difesa è una priorità e le prestiamo la massima attenzione. #CubaEstáFirme».
Il manifesto ufficiale della manovra, diffuso dalla provincia di Sancti Spíritus, riporta lo slogan «La Guerra di tutto il Popolo: Garanzia della vittoria» e l'hashtag #PuebloUniformado, e include immagini di civili armati con fucili AK che corrono in aree boschive e militari che esaminano mappe tattiche, il tutto incorniciato nell'estetica della propaganda verdirossa del regime.
L'esercizio si estende fino a giovedì e culminerà venerdì con il Giorno Nazionale della Difesa, previsto per il 6 novembre.
La manovra risponde alla dottrina della «Guerra di Tutto il Popolo», promossa dal dittatore Fidel Castro negli anni '80 come strategia di resistenza asimmetrica di fronte all schiacciante superiorità militare statunitense.
La sua logica non mira a una vittoria convenzionale, ma ad elevare il costo umano ed economico di un'eventuale occupazione attraverso la guerriglia e la mobilitazione totale della società.
La distanza tra i due eserciti è abissale: Cuba non dispone di aviazione da combattimento operativa, la sua flotta navale è obsoleta e il suo armamento terrestre risale in gran parte all'epoca sovietica.
Il regime ha dichiarato il 2026 «Anno di Preparazione per la Difesa» dal 12 gennaio, quando sono iniziati esercizi simultanei negli eserciti Occidentale, Centrale e Orientale. Durante l'anno sono stati praticati scenari di sbarco nemico, posa di mine anticarro, utilizzo di droni e mobilitazione di riservisti.
In settembre, Díaz-Canel ha visitato i Consigli di Difesa di Zona e ha presentato la preparazione militare come priorità nazionale, insistendo sul fatto che persistesse il rischio di aggressione.
Il contesto immediato aggiunge tensione simbolica: un giorno prima dell'inizio del Moncada 2026, gli Stati Uniti hanno svolto l'esercitazione antidroni «No Fly Zone» nella Base Navale di Guantanamo, testando sistemi di rilevamento e neutralizzazione.
In aprile, Washington aveva già dispiegato l'esercitazione FLEX2026 nei Cayo di Florida, a circa novanta miglia dall'Isola, con droni e veicoli marittimi senza equipaggio. Non esiste, tuttavia, alcuna conferma ufficiale da parte di Washington riguardo a piani di intervento militare contro Cuba.
La propaganda del regime presenta la mobilitazione come espressione di volontà popolare unanime, ma si tratta di una mobilitazione organizzata e diretta dal PCC, che parla a nome dell'intera popolazione senza che questa abbia avuto voce nella decisione.
In 2021, il governo degli Stati Uniti ha qualificato gli esercizi Moncada di quell'anno come un tentativo di intimidire la popolazione cubana, in coincidenza con le convocazioni dell'opposizione a marce civiche del 15 novembre.
Mentre il regime mobilita i civili con fucili e slogan di sacrificio, Cuba attraversa una crisi strutturale senza precedenti: blackout di oltre venti ore al giorno, scarsità generalizzata di cibo e medicinali, e un esodo massiccio che ha svuotato di popolazione attiva ampie regioni del paese.
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