I Democratici chiedono a Trump di conservare i messaggi con Grok riguardo all'operazione per catturare Maduro in Venezuela

Marco Rubio, Donald Trump e Pete HegsethFoto © whitehouse.gov

Legislatori democratici del Congresso degli Stati Uniti hanno chiesto al presidente Donald Trump di preservare tutte le conversazioni mantenute con strumenti di intelligenza artificiale —in particolare con Grok, il chatbot di xAI di proprietà di Elon Musk— dopo che è emerso che il presidente avrebbe consultato quella piattaforma riguardo alla reazione popolare venezuelana a una possibile cattura di Nicolás Maduro, poche settimane prima che venisse eseguita l'operazione militare che lo ha arrestato.

La lettera è stata inviata il 28 ottobre e reca la firma di Jamie Raskin, principale membro democratico del Comitato Giudiziario della Camera, e Robert Garcia, suo omologo nel Comitato di Sorveglianza e Riforma Governativa.

Secondo i rapporti citati nel documento e raccolti dalla rivista TIME, Trump ha trascorso «ore» consultando Grok durante un incontro privato con Musk nello Studio Ovale nel dicembre del 2025.

Durante quella sessione, il presidente avrebbe chiesto al chatbot come avrebbero reagito i venezuelani se forze statunitensi avessero catturato Maduro.

Grok avrebbe risposto che Maduro era un dirigente repressivo e profondamente impopolare, e che molti venezuelani probabilmente avrebbero festeggiato la sua caduta.

Settimane dopo, il 3 gennaio 2026, Trump ordinò la cosiddetta «Operazione Risoluzione Assoluta», che culminò con la cattura di Nicolás Maduro in Venezuela da parte delle forze statunitensi.

I democratici collegano entrambi gli eventi, anche se non esistono prove pubbliche che la consultazione con il chatbot abbia determinato direttamente la decisione militare.

La lettera invoca il Presidential Records Act (PRA) del 1978, che stabilisce che i documenti generati durante le funzioni ufficiali della presidenza appartengono al pubblico e devono essere conservati.

I legislatori hanno tuttavia sottolineato che quella legge non menziona esplicitamente l'intelligenza artificiale, il che aggiunge un ulteriore livello di ambiguità giuridica alla richiesta.

Oltre a Grok, la lettera richiede di preservare le conversazioni con ChatGPT, Claude, Gemini e Perplexity quando sono state utilizzate nell'esercizio delle funzioni presidenziali.

La dimensione politica della questione è considerevole: Musk, proprietario di xAI e creatore di Grok, ha mantenuto una stretta relazione con Trump durante il suo secondo mandato ed è stato designato per guidare il Dipartimento per l'Efficienza Governativa, il che solleva interrogativi su se il presidente abbia consultato un chatbot legato a un alleato politico per orientare un'operazione militare ad alto rischio.

Il monitoraggio sull'uso dell'intelligenza artificiale nelle operazioni non è una novità. Nel settembre 2026, una decisione giudiziaria federale ha rivelato che il chatbot Claude, di Anthropic, implementato tramite Palantir, ha fatto parte del sistema tecnologico del Pentagono durante la missione, sebbene non siano state specificate le sue funzioni esatte.

I legislatori hanno fissato come termine una sessione informativa a porte chiuse prima delle 17:00 dell'11 novembre 2026, durante la quale si aspettano di ricevere dettagli sull'uso dell'IA, sulle politiche di conservazione dei registri e sulle misure di sicurezza adottate.

La Casa Blanca ha risposto in modo conciso: «Preserva tutti i registri richiesti dalla legge».

Trump, da parte sua, aveva dichiarato nel gennaio del 2026 che la cattura di Maduro aveva avuto un sostegno bipartisan, sebbene il Partito Democratico non lo avesse mai confermato ufficialmente, e che «nessuno ha avuto il coraggio di prenderlo prima».

La disputa trasforma questa richiesta anche in un dibattito sull'aggiornamento del quadro normativo della trasparenza governativa di fronte alle nuove tecnologie, in un momento in cui l'uso dell'intelligenza artificiale nelle decisioni dello Stato è ancora privo di una regolamentazione esplicita.

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