
Un articolo di opinione pubblicato questa domenica sul giornale Girón, organo ufficiale della provincia di Matanzas, riconosce apertamente che dei minorenni stanno compiendo atti vandalici e furti nella zona, un fenomeno che la stampa statale cubana tende a minimizzare o ignorare.
La giornalista Jessica Acevedo Alfonso descrive fatti accaduti vicino alla sua abitazione: tubature dell'acqua rotte e rubate in un'istituzione di servizi comunitari, e altre «maldovenze simili» che compromettono il funzionamento del luogo. Secondo l'autrice, i vicini della zona confermano che il quartiere è stato anche bersaglio degli stessi trasgressori.
Il tratto che distingue questi delinquenti è proprio la loro età. «I vandali non superano la maggiore età», scrive Acevedo, e aggiunge che «con i loro corpi esili, l'apparente innocenza e la freschezza che racchiude l'infanzia, di solito passano inosservati».
La giornalista avverte che questi comportamenti vanno ben oltre le marachelle tipiche dell'infanzia. «Queste non sono travesure tipiche dell'età, come forse qualcuno potrebbe pensare. Si tratta di azioni gravi che potrebbero diventare fatti tipificati dalla legge come reati», evidenzia e aggiunge che, se non corrette in tempo, sfociano in comportamenti di maggiore violenza.
Acevedo menziona di aver conosciuto casi di maggiore gravità protagonizzati da minori, tra cui furti di telefoni cellulari e risse. Il fenomeno non è nuovo né esclusivo di Matanzas: nel novembre 2024, i residenti di Santiago di Cuba hanno catturato due bambini che cercavano di forzare la porta di un appartamento.
L'autrice attribuisce parte del problema alla crisi che sta provando i genitori cubani, costretti a destinare tutta la loro energia a ottenere il minimo indispensabile. «La durezza di questi tempi e l'agitazione con cui la maggior parte dei genitori vive il giorno per giorno, attenti a procurarsi il necessario per garantire un pasto ai propri figli, o a comprare lo zaino, le scarpe, gli spuntini, a preservare il cibo, ad accendere il carbone o a raccogliere acqua, non possono essere fattori che ci impediscono di slegarci da altre questioni altrettanto importanti nelle loro vite», scrive.
Tuttavia, il testo non mette in discussione le cause strutturali di quella crisi né la responsabilità del regime. Invece, distribuisce la responsabilità tra genitori, scuole, istituzioni e comunità, citando il Codice delle Famiglie (Legge 156/2022) per ricordare l'obbligo di educare «attraverso forme di genitorialità positive, partecipative e prive di violenza».
Il contesto statistico aggrava il quadro descritto da Acevedo. Matanzas ha guidato la registrazione nazionale di furti nel primo semestre del 2026 con 155 casi, superando già i 143 contabilizzati durante tutto il 2025, secondo l'Osservatorio Cubano di Audit Civico (OCAC). Inoltre, la provincia ha accumulato 503 reati verificati nel 2025, il numero provinciale più alto del paese. A livello nazionale, l'OCAC ha registrato 2,833 reati a Cuba durante il 2025, un incremento del 115% rispetto al 2024.
L'Osservatorio Cubano dei Conflitti ha inoltre documentato 71 denunce di lavoro e mendicità infantile nell'isola durante il 2025, riflettendo fino a che punto la crisi spinge i minori verso la strada e, nei casi più gravi, verso la criminalità.
Acevedo chiude la sua colonna con un avvertimento che, venendo da un mezzo statale, risulta sorprendente per la sua franchezza: «La perdita dei valori etici e il disprezzo delle buone maniere, causati dalla crisi sociale che da anni attraversa l'Isola, non possono essere scusante per disinteressarci né giustificare ciò che è stato fatto male. Se oggi siamo complici di questi comportamenti, metteremo a rischio domani non solo la stabilità della famiglia, ma anche quella di quella grande casa che è la società».
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