Medico cubano porta un bambino a cavalcioni dopo averlo operato a Pinar del Río: la bella ragione dietro il gesto

Máxilofacial carica un paziente a Pinar del Río per una promessaFoto © Collage Facebook/Luis Enrique Torres Rodriguez

Un chirurgo orale e maxillo-facciale cubano ha protagonizzato una scena emozionante all'Ospedale Pediatrico Pepe Portilla, di Pinar del Río, portando un bambino sulle spalle dopo un intervento chirurgico, mantenendo una promessa che gli aveva fatto per conquistare la sua fiducia prima di operarlo.

Il protagonista è il dottor Luis Enrique Torres Rodríguez che ha condiviso su Facebook due fotografie del momento e ha spiegato la storia del piccolo paziente, diagnosticato con una condizione che gli rendeva difficile pronunciare determinati suoni.

Captura Facebook/Luis Enrique Torres Rodríguez

Secondo quanto riferito dallo specialista, il bambino presenta anquiloglossia parziale, una condizione che limita i movimenti della lingua a causa di un frenulo linguale corto o restrittivo e che, in determinati casi, può influenzare l'articolazione del linguaggio.

L'intervento era stato inizialmente pianificato sotto anestesia generale, ma il rapporto di fiducia che il team medico è riuscito a instaurare con il piccolo ha permesso di eseguire la procedura utilizzando anestesia locale, secondo quanto riferito dal chirurgo.

Tutto il team ha stabilito un legame affettivo che ha permesso di procedere con anestesia locale, ha spiegato Torres nel suo post.

Il medico ha sottolineato che il risultato è stato possibile grazie al lavoro collettivo dei professionisti che hanno partecipato all'assistenza del bambino, ma è stato il gesto successivo all'intervento a trasformarsi nel momento più toccante della giornata.

Antes della procedura, lo specialista aveva promesso al piccolo che lo avrebbe portato sulle spalle, come fanno di solito gli adulti quando giocano con i bambini. E una volta conclusa l'intervento, mantenne la sua parola.

«Le promesse ai bambini vengono mantenute», scrisse lo specialista nel spiegare il motivo delle immagini.

Torres ha accompagnato la pubblicazione con una riflessione sull'importanza di trattare i pazienti pediatrici con sensibilità e affetto, specialmente quando devono affrontare procedure mediche che possono causar loro paura.

«Cosa non si farebbe in questa vita, per compiacere un bambino, soprattutto se si tratta di un problema di salute», ha espresso.

Le immagini hanno suscitato numerose reazioni di ammirazione e gratitudine su Facebook, dove gli utenti hanno evidenziato sia l'atteggiamento del chirurgo che il lavoro del team che ha partecipato all'intervento.

«Nessuna tecnologia del primo mondo può sostituire l'amore», scrisse una persona, che desiderò anche che le mani dello specialista continuassero a curare i pazienti.

Un'altra reazione ha messo in evidenza il trattamento riservato al piccolo: «Che gesto così umano da parte di quel team nei confronti di quel bambino e, soprattutto, di chi lo porta in braccio».

I commenti hanno anche sottolineato che l'assistenza medica non si limita a eseguire correttamente una procedura, ma include anche il supporto emotivo ai pazienti e l'aiuto a farli sentire al sicuro.

«Bello gesto, dottore. È meraviglioso sapere quanto ami il suo lavoro nel restituire sorrisi ai bambini», ha espresso un'altra persona.

Tra le risposte è emerso anche il testimonianza di una madre che ha dichiarato che lo stesso specialista aveva operato in precedenza suo figlio e ha ringraziato per l'attenzione ricevuta.

«Ha operato mio figlio e non potrei essere più grata e soddisfatta», ha scritto, prima di augurare salute e benedizioni al medico e al suo team.

Un'altra persona ha riconosciuto la dedizione dei professionisti cubani, ma ha ricordato le difficoltà che affronta il sistema sanitario del paese: «È un peccato che abbiamo così tante difficoltà a livello nazionale», ha commentato, mentre ha elogiato la capacità dei medici di lavorare anche in condizioni avverse.

L'Ospedale Pediatrico Pepe Portilla è stato teatro di altre interventi significativi nel 2026.

Il scorso settembre, un team multidisciplinare ha eseguito per la prima volta una nefrolitotomia percutanea, una procedura minimamente invasiva per rimuovere i calcoli renali che fino ad allora non era stata praticata nel centro.

Meses prima, in aprile, i neurochirurghi dello stesso ospedale hanno operato una bambina di un anno con un tumore cerebrale che le causava idrocefalia, tramite un’operazione della durata di circa sei ore che ha permesso di rimuovere completamente la lesione, secondo le informazioni diffuse in quel periodo.

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