
La Società Interamericana di Stampa (SIP) ha approvato questo domenica, nell'ambito della sua 82ª Assemblea Generale tenutasi a Bogotá, un rapporto che denuncia «modelli persistenti e nuove modalità di restringimento della libertà di espressione» a Cuba, con particolare enfasi sull'uso della polizia e dei tribunali come strumenti di repressione contro giornalisti, creatori di contenuti e attivisti.
Il documento sottolinea che queste pratiche si sono tradotte in «un aumento delle detenzioni, delle citazioni, degli interrogatori e dei processi giudiziari, approfondendo le restrizioni all'esercizio della libertà di espressione e di stampa».
Il caso che la SIP qualifica come di «maggiore gravità» è quello del giornalista Henry Constantín, direttore di La Hora de Cuba e vicepresidente regionale per Cuba della Commissione di Libertà di Stampa e Informazione della stessa organizzazione.
Constantín è stato arrestato a settembre a Camagüey e trasferito nel carcere di massima sicurezza Kilo 7, dove rimane in detenzione preventiva. Le autorità cubane gli attribuiscono il reato di «disobbedienza» per essere arrivato in ritardo a una convocazione della Sicurezza di Stato, quando gli agenti si erano già ritirati.
Il Tribunale Provinciale Popolare di Camagüey ha rifiutato il ricorso di habeas corpus presentato a suo favore. A metà ottobre, funzionari del penitenziario hanno affermato di aver trovato un coltello tra i suoi effetti personali durante un’ispezione —fattore che Costantino ha negato e attribuito a una messinscena—, il che ha portato al suo trasferimento in una cella di punizione e alla sospensione delle visite e delle chiamate telefoniche. Sia Reporter Senza Frontiere che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti hanno richiesto la sua immediata liberazione alla fine di settembre.
Il rapporto documenta anche il caso di Kamil Zayas e Ernesto Ricardo Medina, fondatori del progetto audiovisivo El4tico (El Cuartico), detenuti da febbraio per video di satira e analisi politica.
La Procura Provinciale di Holguín ha richiesto 10 anni di carcere per Zayas e otto per Medina, accusati di «propaganda contro l'ordine costituzionale» e «istigazione a delinquere» in un contesto che la SIP descrive come «criminalizzazione» degli spazi di opinione sui social media.
La organizzazione cita inoltre la creatrice di contenuti Anna Sofía Benítez Silvente —conosciuta come Anna Bensi—, di 21 anni, e sua madre, Caridad Silvente, condannate il 1 ottobre a due anni di «limitazione della libertà» per aver registrato e diffuso un video di un sottufficiale del Ministero dell'Interno che si era recato a casa loro per consegnare una convocazione.
Il rapporto menziona anche i giornalisti Jorge Bello e José Gabriel Barrenechea, incarcerati per aver partecipato a proteste, e Mayelín Rodríguez Prado, che sta scontando una condanna di 15 anni per aver trasmesso su Facebook una manifestazione a Camagüey nel 2022.
Tra le restrizioni strutturali, la SIP sottolinea il Decreto 160, in vigore da agosto 2026, che chiude la possibilità per i mezzi indipendenti di formalizzarsi come attività economiche private e mantiene sotto controllo statale il giornalismo, le agenzie di notizie, la radiodiffusione e le case editrici.
L'organismo denuncia inoltre la categoria di «regolati» —giornalisti con divieto di uscita dal paese—, definendola un «meccanismo aggiuntivo di pressione e controllo», insieme con i tagli a Internet, la scarsità di carta e le convocazioni verbali che «spesso fungono da anteprima di arresti e procedimenti penali».
Este panorama si inserisce in un aumento del 129% della repressione contro i giornalisti indipendenti a settembre rispetto ad agosto, secondo l'Osservatorio Cubano sulla Libertà di Espressione, che ha registrato 39 violazioni della libertà di stampa a settembre contro 17 ad agosto.
La SIP, fondata nel 1943 e con sede a Miami, raggruppa più di 1.300 pubblicazioni dell'emisfero occidentale ed è il principale forum hemisferico per la valutazione della libertà di stampa.
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