
Un team di tre italiani dell'associazione OnBorders di Torino ha attraversato parte di Cuba dal 19 settembre al 14 ottobre, e ha pubblicato questo giovedì una testimonianza diretta sul media torinese Civico20 News che descrive un paese al collasso: città patrimonio vuote di turisti, strade piene di spazzatura, blackout per quasi tutto il giorno e salari che non superano i 13 euro mensili.
Il giornalista Claudio Cravero, l'antropologo Piero Gorza e il fotografo Enrico Carpegna hanno visitato Baracoa, Santiago di Cuba, Trinidad, Santa Clara e Cienfuegos, e ciò che hanno trovato è stata desolazione.
«Eravamo noi tre e pochi altri turisti a vagare per strade deserte e piazze vuote e metafisiche», scrisse Cravero, che sottolinea come hotel e ristoranti siano rimasti chiusi o semideserti in destinazioni che fino a prima della pandemia accoglievano visitatori tutto l'anno.
Le statistiche confermano la percezione dei viaggiatori: tra gennaio e agosto 2026, Cuba ha ricevuto appena 450.353 visitatori internazionali, una diminuzione del 64,4 % rispetto allo stesso periodo del 2025, e ad agosto la contrazione ha superato il 77 %.
La crisi elettrica è lo sfondo di tutto il racconto. Cravero sottolinea che anche L'Avana Vecchia, il quartiere "privilegiato" della capitale, riceve appena due o tre ore di elettricità al giorno.
Senza corrente, le pompe dell'acqua non funzionano, si ferma la raccolta dei rifiuti per mancanza di carburante e i vicini escono in strada di notte con le torce a causa del caldo soffocante. Durante il giorno, invece, la cosa più comune sono le lunghe code per comprare pane e davanti alle banche.
«La scarsità di benzina, disponibile nel mercato nero a prezzi esorbitanti, colpisce le attività commerciali e i servizi pubblici», sottolinea il testo.
Il reportage avverte che negli ospedali «la mancanza di elettricità ha conseguenze anche mortali per coloro che necessitano di terapie», una realtà che si è materializzata il 17 ottobre quando il ospedale di Cárdenas ha dovuto trasferire pazienti di terapia intensiva al Faustino Pérez a causa di un guasto elettrico.
I salari sono un'altra immagine cruda della crisi. Il reportage denuncia che un'infermiera con 30 anni di esperienza guadagna 8.000 pesos al mese, equivalenti a circa nove euro; una vicerettrice universitaria, 9.000 pesos (dieci euro); e un medico, tra 10.000 e 12.000 pesos, ossia tra 11 e 13 euro.
«Esiste un malcontento generalizzato per i salari estremamente bassi, che non hanno seguito il ritmo della crescente inflazione, spinta in parte dall'embargo; infatti, ad agosto, l'inflazione è stata del 25 %», precisa l'articolo.
Le farmacie appaiono nel reportage con «scaffali desolanti vuoti, senza farmaci», che si ottengono solo nel mercato nero a prezzi elevati.
In generale, la squadra italiana ha constatato che «esiste un malcontento generalizzato nei confronti di un governo che, nel corso degli anni, non ha fatto nulla per prevenire o mitigare questa enorme disuguaglianza che, prima dell'amministrazione Trump, ha provocato lo spostamento di oltre 2 milioni di persone dal paese».
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