Una cubana identificata come Gloria María Sánchez ha registrato un video dalla sua modesta abitazione in costruzione all'Avana e lo ha pubblicato su Facebook, dove ha accumulato circa 39.000 visualizzazioni. Nel testimonio, registrato dopo aver passato la notte senza elettricità, la donna denuncia con una crudezza poco abituale la fame, la miseria, la censura e la corruzione che il popolo cubano sta subendo.
«Da ieri alle sei di pomeriggio fino a quest'ora senza corrente. Questo porta a pensare a molte cose», inizia Sánchez nel video, seduta a casa mentre riflette ad alta voce sulla realtà dell'isola.
Usando una metafora medica, descrivi Cuba come un corpo malato: «Penso che la mia Cuba sia un'escara con un tessuto morto in crescita. Tessuto morto di fame, di miseria, di censura, di corruzione, di un doloroso esodo, di prigioni piene di giovani». E aggiunge: «C'è bisogno di un buon chirurgo che rimuova tutto quel tessuto morto», prima di avvertire: «Perché se no, saremo noi stessi a dover amputare».
La donna rifiuta con fermezza il discorso ufficiale che chiama alla resistenza e ad attendere tempi migliori: «Un anno che verrà moriremo tutti di fame. Morti tutti, tutti, tutti».
Uno dei bersagli più diretti della sua denuncia sono le botteghe statali, il sistema di razionamento che il regime presenta come un pilastro sociale. «La bottega del mio quartiere, una forma di sfruttamento. Botteghe vampiro dove estraggono i pochi soldi che andranno a finire non so in quale tasca», afferma.
Nonostante l'ambiente repressivo, le testimonianze dei cittadini continuano a circolare su piattaforme come Facebook. I blackout hanno agito come catalizzatore di proteste: l'Osservatorio Cubano dei Conflitti ha registrato 107 manifestazioni di strada solo a giugno 2026, un massimo storico, con slogan come «Libertà» e «Abbasso la dittatura» in diverse province. Il racconto di una madre di Santiago de Cuba con otto figli, alcuni dei quali malnutriti, pubblicato questo mercoledì, illustra che il dramma di Sánchez non è un caso isolato.
Sánchez chiude il suo video con una domanda che riassume l'esaurimento di milioni: «Fino a quando staremo seduti qui come lo sono io, come mi sono svegliato qui, pensando e pensando e pensando, consumandomi e consumandomi? Fino a quando? Libertà per Cuba».
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