Lamentele per le pensioni e la mancanza di assistenza arrivano al programma di Díaz-Canel: «Tutti voi sarete assistiti»

Díaz-Canel alla radioFoto © Facebook/Miguel Díaz-Canel

Jubilazioni non incassate da mesi, anziani abbandonati al proprio destino e famiglie con figli disabili senza supporto istituzionale: queste sono state le denunce che i cubani hanno portato mercoledì alla terza edizione di «Criterio Compartido», il programma radiofonico condotto da Miguel Díaz-Canel su Radio Rebelde, mentre il regime che ha portato il paese alla rovina si presenta al mondo come garante della giustizia sociale.

Lo spazio, trasmesso quindicinalmente dal 23 settembre 2026, funge da valvola di sfogo propagandistica: risolve casi individuali in modo spettacolare mentre le cause strutturali —decenni di gestione economica fallimentare— rimangono intatte.

Tra le denunce di questa giornata, Ada Linares Mejía ha segnalato che suo marito ha firmato i documenti per la pensione a febbraio e non ha ricevuto un solo peso, perché, come le è stato comunicato dopo mesi di richieste, il programma informatico che elabora i fascicoli «si era rotto».

Díaz-Canel ha reagito con durezza retorica: «Non ha senso che ci sia un maltrattamento nel trattamento della pensione. Qui bisogna vedere l'indolenza, qui bisogna capire chi ha sbagliato e sarà corretto».

Lo che il mandatario ha omesso è che Cuba ha oltre 1,7 milioni di pensionati con una pensione minima di 4.000 pesos mensili —tra sette e dieci dollari al cambio informale— mentre il paniere di base è stimato tra 12.000 e 96.000 pesos. Secondo l'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani, il 94% dei cubani vive in povertà estrema, e nove adulti su dieci hanno saltato almeno un pasto per mancanza di soldi.

Altri ascoltatori hanno esposto situazioni altrettanto gravi: Otoniel Aguilera Vázquez aspetta da mesi una risposta dall'asilo San Rafael di Marianao per la degenza dei suoi genitori di 88 e 84 anni; Mavi Susel ha chiesto un intervento urgente per una madre con problemi di salute mentale e due figli con disabilità; e Michael Muro Ríos, con disabilità visiva come sua madre, sua figlia e sua moglie, ha richiesto un locale dove la famiglia possa lavorare.

Ante tutti loro, Díaz-Canel ha promesso: «Tutti voi sarete ascoltati».

Il momento più celebrato del programma è stato il seguito del caso di Regla Yudith Montiagudo, madre che è riuscita a essere riconosciuta come caregiver di suo figlio di 35 anni con disabilità, diabete e una gamba amputata, dopo averlo denunciato nella puntata precedente.

Le autorità municipali avevano negato quel riconoscimento nonostante il Decreto 121 del 2025 lo contempli espressamente come lavoro retribuito. Solo dopo che Díaz-Canel è intervenuto pubblicamente nel programma, il 12 ottobre è stato approvato il servizio di assistente a domicilio e la famiglia ha ricevuto una sedia a rotelle dal progetto Quisicuaba.

Il caso illustra con crudezza il divario tra la legislazione approvata e la sua applicazione reale: una madre ha dovuto ricorrere al programma presidenziale per ottenere un diritto legalmente riconosciuto da più di un anno.

Il ministro del Lavoro e della Sicurezza Sociale, Jesús Otamendiz Campos, ha partecipato telefonicamente e ha informato che più di 883.000 persone erano registrate in situazione di vulnerabilità alla fine di settembre, rispetto alle 876.522 identificate inizialmente.

In risposta a questa crisi, il regime offre moduli alimentari di cinque libbre di riso, una libbra di piselli e una libbra di zucchero, con il supporto del Programma Mondiale per l'Alimentazione.

Al termine del programma, Díaz-Canel ha dedicato diversi minuti a denunciare le «pressioni» di Washington in vista del voto del 28 ottobre all'ONU riguardo l'embargo, definendo un evento organizzato dalla delegazione statunitense come «una riunione clandestina con un panel pagato dal Dipartimento di Stato». Questo cambiamento rivela le vere priorità del regime: la narrativa antiamericana al di sopra delle soluzioni strutturali alla miseria che le sue stesse politiche hanno generato per 67 anni.

La prossima emissione di «Criterio Compartido» è prevista per il 4 novembre 2026. Il regime invita la popolazione a trasmettere le proprie lamentele e preoccupazioni attraverso i telefoni del programma: 78384565 e 63403698.

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