
Il Governo di Spagna ha triplicato l'anticipo massimo del Fondo di Garanzia per il Pagamento degli Alimenti (FGPA), che passa da 100 a 300 euro mensili per beneficiario, dopo l'approvazione del Real Decreto-legge 31/2026 nel Consiglio dei Ministri del 20 ottobre, pubblicato nel Bollettino Ufficiale dello Stato questo mercoledì.
Il fondo, creato nel 2007 con una dotazione iniziale di dieci milioni di euro, non aggiornava i suoi limiti da quasi due decenni.
La riforma introduce inoltre un cambiamento strutturale nel termine di copertura: viene eliminato il limite di 18 mesi che vigila fino ad ora, in modo che l'anticipo possa essere mantenuto finché l'obbligo alimentare rimane valido e non pagato, fino a quando il minore compie 18 anni o l'obbligo si estingue per un'altra causa legale.
I procedimenti già in corso saranno revisionati d'ufficio e la nuova somma massima sarà applicata a partire dal 1° novembre 2026, senza che i beneficiari debbano presentare una nuova richiesta, come indicato nel dossier della norma.
La soglia di reddito dell'unità familiare viene anch'essa aggiornata e collegata al salario minimo interprofessionale: 1,75 volte quel salario con un figlio a carico, due volte con due figli e 2,25 volte con tre, aumentando in modo progressivo.
La ministra dell'Inclusione, della Sicurezza Sociale e delle Migrazioni, Elma Saiz, ha presentato la misura come parte di un pacchetto di riforme sociali volto a «rafforzare la protezione delle famiglie».
Il meccanismo non estingue il debito del genitore inadempiente: lo Stato anticipa le somme al genitore affidatario e può successivamente richiederle al debitore.
Il fondo copre situazioni derivanti da divorzi, separazioni, nullità matrimoniale e processi di filiazione o alimenti in cui esista una risoluzione giudiziaria spagnola che stabilisca la pensione e attesti il mancato pagamento.
La riforma ha un'importanza diretta per le famiglie cubane residenti in Spagna. Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Statistica citati nell'ottobre del 2026, tra 252.000 e 287.000 cubani sono registrati in Spagna, rendendo la comunità cubana la nona comunità straniera del paese, con Madrid, Catalogna e Canarie come principali aree di concentrazione.
I minori cubani —cittadini di uno Stato non membro dell'Unione Europea— sarebbero inclusi nell'ambito di applicazione del fondo a condizione che soddisfino i requisiti legali, tra cui dimostrare residenza legale in Spagna durante i due anni precedenti immediatamente alla richiesta e che il reddito dell'unità familiare non superi i limiti stabiliti.
La norma riduce anche il periodo di residenza richiesto per determinati minori stranieri non comunitari e incorpora alcuni minori conviventi la cui filiazione rispetto all'altro genitore non è determinata.
In quanto si tratta di un decreto-legge, la Deputazione Permanente del Congresso dovrà convalidarlo entro un termine massimo di 30 giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dello Stato.
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