Bruno Rodríguez attribuisce la resistenza di Cuba alla «gestione efficace» del Governo e del Partito Comunista

Bruno Rodríguez Parrilla durante la conferenza stampaFoto © Captura di video Facebook / Cancelleria di Cuba

Il ministro degli Affari Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, ha attribuito la capacità del paese di resistere alla crisi economica ed energetica alla «gestione efficace» del Governo e del Partito Comunista (PCC).

Durante una conferenza stampa tenutasi a L'Avana, alla vigilia della votazione annuale delle Nazioni Unite sull'embargo statunitense, Rodríguez ha difeso l'operato delle autorità e ha presentato la sopravvivenza del sistema politico cubano come risultato di una combinazione di patriottismo popolare, resistenza e buona amministrazione governativa.

Il cancelliere ha formulato questa valutazione mentre rispondeva a una domanda dell'agenzia Associated Press riguardo all'ordine di arresto contro Raúl Castro e alle prospettive di un eventuale cambiamento nella politica statunitense verso Cuba.

Rodríguez Parrilla ha affermato che Washington finirà per modificare la sua posizione, tra le altre ragioni, per la capacità di resistenza dei cubani, e ha spiegato come, a suo parere, il paese sia riuscito a sopportare le difficoltà degli ultimi mesi.

È la stirpe del popolo cubano, è la tradizione patriottica del popolo cubano ed è, inoltre, la gestione efficace del governo, del partito, il rinnovamento dei metodi, i cambiamenti nel nostro modello economico, affermò.

Secondo il ministro, queste decisioni hanno permesso di adattare l'economia cubana alle circostanze internazionali e di rispondere a quello che ha definito come un «strozzamento economico» da parte degli Stati Uniti.

Tuttavia, la sua valutazione contrasta con il deterioramento delle condizioni di vita di milioni di cubani, soggetti a prolungati black-out, scarsità di cibo e farmaci e a una profonda perdita del potere d'acquisto.

L'affermazione risulta particolarmente significativa poiché attribuisce espressamente al Governo e al PCC parte del merito per la resistenza del paese, senza affrontare in quel passaggio la responsabilità di entrambe le istituzioni nelle decisioni economiche ed energetiche che hanno contribuito a configurare la crisi attuale.

La «gestione efficace» di fronte ai blackout

Le parole di Rodríguez Parrilla arrivano in uno dei momenti più difficili per il sistema elettrico cubano, colpito dalla scarsità di combustibile, dai guasti ricorrenti delle centrali termolettriche e dalla mancanza di investimenti sufficienti per recuperare le infrastrutture obsolete.

Durante il 2026, Cuba ha subito ripetuti collassi totali del suo Sistema Elettrico Nazionale (SEN), oltre a deficit di generazione che lasciano vaste aree del paese senza elettricità per gran parte della giornata.

Il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha recentemente riconosciuto che le importazioni private di combustibile dagli Stati Uniti non coprono neanche il 3% delle necessità nazionali e che la produzione cubana di petrolio è insufficiente a sostenere il consumo.

La crisi non può neppure essere separata dalle decisioni di investimento adottate nel corso degli anni dalle autorità, che hanno destinato ingenti risorse alla costruzione di hotel e altre strutture turistiche, mentre si accumulavano necessità di manutenzione e modernizzazione nell'infrastruttura elettrica e nei servizi pubblici.

Sebbene le sanzioni statunitensi e le difficoltà nell'accesso a finanziamenti, forniture e carburante influiscano sull'economia cubana, l'efficacia della gestione governativa deve essere misurata anche in base ai risultati delle sue politiche, alle sue priorità di bilancio e alla sua capacità di garantire servizi essenziali.

In questo senso, la resistenza invocata da Rodríguez Parrilla ha una dimensione che il suo discorso lascia fuori: lo sforzo quotidiano di una popolazione costretta a riorganizzare la propria vita intorno ai blackout elettrici, le difficoltà nel conservare gli alimenti, la mancanza d'acqua e le interruzioni del trasporto.

I numeri che contraddicono il discorso ufficiale

I dati pubblicati dalla stessa Unione Elettrica permettono di quantificare l'ampiezza della crisi.

Il 19 ottobre, appena due giorni prima delle dichiarazioni del cancelliere, l'azienda statale ha previsto un'afflizione di 2.020 megawatt (MW) durante l'orario di massima domanda, rispetto a una disponibilità di appena 830 MW e una domanda stimata di 2.820 MW. Il servizio era rimasto interrotto per carenza di generazione per le 24 ore del giorno precedente.

Non si tratta di una situazione eccezionale. Un'analisi di CiberCuba pubblicata il 4 ottobre ha constatato che, in 23 delle 28 giornate con dati comparabili del mese precedente, la ferita elettrica aveva superato i 2.000 MW. Cioè, in oltre l'82% dei giorni esaminati.

A questi risultati si aggiunge il deterioramento del settore turistico, che per anni ha assorbito investimenti milionari. Tra gli esempi più visibili figura l'hotel conosciuto come Torre K-23, all'Avana, una struttura finanziata da un'impresa del conglomerato militare GAESA, la cui elevata investimento contrasta con le difficoltà del sistema elettrico e il calo dell'attività turistica.

La contraddizione risulta particolarmente evidente perché il Partito Comunista, la cui gestione il cancelliere elogia, non è un attore secondario nell'amministrazione del paese. La Costituzione cubana riconosce al PCC come la forza politica dirigente superiore della società e dello Stato, mentre il governo controlla le principali decisioni in materia di politica economica, investimento pubblico e pianificazione energetica.

Pertanto, attribuire al Partito e al Governo il merito della resistenza nazionale pone inevitabilmente un'altra questione: quale responsabilità spetta loro per i risultati di un modello economico che entrambi guidano e difendono.

Resistere non è la stessa cosa che governare efficacemente

Nel suo intervento, Rodríguez Parrilla ha presentato la continuità del sistema politico cubano come prova di forza e capacità di adattamento, ma non ha fornito indicatori concreti che dimostrassero un miglioramento delle condizioni materiali della popolazione attribuibile a quella presunta efficacia.

Il cancelliere ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti dovranno modificare la loro politica nei confronti di Cuba, sia sotto l'attuale amministrazione che in quelle future, e ha collegato questa convinzione con la resistenza del popolo e le decisioni dei suoi dirigenti.

La differenza tra i due concetti è sostanziale: il fatto che un governo riesca a rimanere al potere durante una crisi prolungata non dimostra necessariamente che abbia gestito in modo efficace le risorse del paese né che le sue politiche abbiano prodotto risultati favorevoli per i cittadini.

Rodríguez Parrilla ha rivendicato la «gestione efficace» del Partito Comunista proprio mentre la popolazione continua a sopportare blackout estremi, mentre le autorità riconoscono di non avere combustibile sufficiente né capacità di generazione per garantire un servizio elettrico stabile né tanto meno il rifornimento di acqua.

Su dichiarazione lascia così una domanda a cui il cancelliere non ha risposto: se la sopravvivenza del sistema politico è merito dei suoi dirigenti, perché i loro fallimenti economici e il deterioramento dei servizi pubblici vengono attribuiti quasi esclusivamente a fattori esterni?

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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