
Héctor Ruiz, un mototassista di 61 anni, è deceduto martedì dopo cinque giorni in condizioni critiche, dopo che degli sconosciuti lo hanno aggredito colpendolo con un bastone alla testa, gli hanno rubato la motocicletta e lo hanno lasciato gravemente ferito.
L'incidente è avvenuto nella notte di fronte al Combinado di Santa Marta, nel comune di Cárdenas, nella provincia di Matanzas.
Il caso è stato denunciato dal creatore di contenuti Christian Arbolaez sul suo profilo di Facebook, il quale copre regolarmente eventi a Cárdenas e Matanzas.
«Héctor Ruiz aveva 61 anni ed era un uomo forte, laborioso, che si guadagnava da vivere facendo viaggi in moto. Oggi, purtroppo, dobbiamo parlarne al passato», scrisse.
L'attacco e l'odissea ospedaliera
L'assalto è avvenuto intorno alle cinque del mattino, mentre Héctor aspettava clienti nel punto abituale di mototaxi e tricicli elettrici della zona.
Secondo Arbolaez, gli aggressori «lo hanno colpito con un palo alla testa, gli hanno rubato la motocicletta e tutte le sue cose, lasciandolo gravemente ferito».
Fu trasferito prima all'Ospedale Generale Docente Julio M. Aristegui Villamil di Cárdenas, dove la famiglia denunciò che non gli furono nemmeno praticate radiografie perché l'attrezzatura è guasta da mesi.
Quella stessa sera fu trasferito all'Ospedale Provinciale Faustino Pérez, nella città di Matanzas, dove rimase intubato e con supporto vitale fino al suo decesso.
«Fa male pensare che un uomo che è uscito per lavorare onestamente non sia riuscito a tornare a casa», ha lamentato Arbolaez.
Una famiglia che cercava di rimanere unita
Héctor e sua moglie, Nancy Ríos, avevano vissuto per anni a Cabaiguán, provincia di Sancti Spíritus, ma si sono trasferiti a Santa Marta per essere più vicini al loro unico figlio.
«Volevano essere più vicini a lui e condividere insieme questa fase delle loro vite. Non avrebbero mai immaginato che tutto sarebbe finito in questo modo», scrisse Arbolaez.
Il comunicatore ha chiuso la sua pubblicazione con una richiesta che riassume il sentire di centinaia di cubani: «Che si indaghi su quanto accaduto, che si chiariscano le circostanze di questo crimine e che i responsabili rispondano davanti alla giustizia».
Humberto Concepción, vicino e compagno di studi di Héctor, ha condiviso su Facebook la tragedia.
«Cuba ha toccato il fondo, signori, nulla viene rispettato, nulla motiva, la vita non ha valore... dove è la sicurezza cittadina?», ha interrogato Concepción.
Indignazione e richiesta di giustizia
Il caso ha scatenato un'ondata di reazioni, molte delle quali provengono da persone che conoscevano la vittima.
I vicini hanno ricordato Héctor come «un uomo tranquillo, molto rispettoso, un buon amico, un ottimo padre e un molto buon vicino».
Altri hanno evocato con nostalgia la tranquillità perduta: «Il Santa Marta in cui sono nato era un luogo dove si dormiva con le porte aperte. In quello di adesso, se ti addormenti, ti aprono le porte».
L'inazione della polizia ha suscitato gran parte delle critiche: «Al tramonto i poliziotti si nascondono. Sanno che devono rinforzare la sorveglianza al calar della notte e non ne vedi neanche uno».
Un commentatore ha raccontato la sua personale tragedia: «Cinque mesi fa hanno ucciso il mio unico nipote, di soli 40 anni, per rubargli il triciclo con cui guadagnava da vivere. Stiamo ancora aspettando che venga fatta giustizia».
Matanzas, la provincia più violenta del paese
Il crimine di Héctor Ruiz si inserisce in una escalation di violenza senza precedenti. Secondo l'Osservatorio Cubano di Auditing Cittadino (OCAC), gli omicidi a Cuba sono aumentati del 42,9 % nel primo semestre del 2026, passando da 63 a 90 casi.
La letalità del crimine è praticamente raddoppiata: da 5.23 a 10.35 morti per ogni 100 crimini riportati.
Matanzas ha guidato per la prima volta la classifica provinciale nelle tre categorie più gravi: 18 omicidi, 21 assalti e 155 furti tra gennaio e giugno.
Ma gli assalti a proprietari e conducenti di mototaxi e tricicli per rubare il veicolo si sono ripetuti in diverse province: ad agosto, un giovane è stato assassinato a Palmira, Cienfuegos, durante un violento assalto per rubargli la moto elettrica; a febbraio, tre uomini sono stati condannati all'ergastolo a Santiago di Cuba per aver ucciso un motociclista per rubare e poi vendere i pezzi della sua moto.
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