Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato lunedì di essere disposto a partecipare a un incontro trilaterale con il presidente cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin incentrato sulle armi nucleari, un incontro che potrebbe svolgersi già il mese prossimo, secondo quanto riportato da Reuters.
«Ci incontreremmo per parlare di armi nucleari e denuclearizzazione. Programmeremmo un incontro basato sulla denuclearizzazione, e questo è qualcosa di molto positivo per il mondo», ha dichiarato Trump ai giornalisti di fronte alla Casa Bianca. «Se il presidente Xi vuole farlo, lo farei. Sono sicuro che parleremmo anche di altre cose, come il commercio».
La possibile riunione si svolgerebbe a margine del vertice della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC), programmato per il 18 e 19 novembre a Shenzhen, Cina. Trump ha già confermato la sua partecipazione al forum, il che segnerebbe il suo secondo viaggio in Cina nel 2026 e il suo terzo incontro con Xi nello stesso periodo.
La Casa Bianca da settimane discute internamente la possibilità di un incontro trilaterale incentrato sulla denuclearizzazione, secondo una fonte informata citata da Reuters. I tre leader si sono incontrati separatamente in diverse occasioni, ma non hanno mai tenuto colloqui formali congiunti.
Il Cremlino ha confermato questo lunedì che l'argomento è emerso in conversazioni precedenti. Il portavoce Dmitri Peskov ha precisato, tuttavia, che «nessuno ha discusso o presentato proposte o accordi specifici, sia riguardo al meeting stesso che alla possibile agenda e al contenuto di quel meeting».
Il Wall Street Journal ha riportato che Putin ha proposto di sfruttare quell'incontro per negoziare la fine del conflitto in Ucraina in termini favorevoli a Mosca, un suggerimento che sarebbe emerso durante una telefonata con Trump il 9 ottobre.
La Cina, da parte sua, non ha confermato pubblicamente la partecipazione di Xi a nessun vertice trilaterale. La cancelleria cinese ha sottolineato la settimana scorsa che il suo arsenale nucleare «non è allo stesso livello di quello di Stati Uniti e Russia» e che sarebbe «né giusto, né ragionevole, né realistico» chiederle di unirsi a negoziati trilaterali di disarmo in questa fase.
L'annuncio arriva in un momento di avvicinamento accelerato tra Washington e Mosca. Trump ha firmato lo scorso venerdì un decreto che sospende le principali sanzioni contro la Russia, e giorni prima aveva annunciato un accordo sul gasolio russo con Putin. Entrambe le misure hanno suscitato critiche da parte del presidente ucraino Volodimir Zelenski, che ha avvertito che queste concessioni prolungerebbero la guerra.
Trump ha minimizzato l'importanza del ruolo dell'Ucraina nella possibile negoziazione. «Lo farei, non tanto per l'Ucraina, perché la Russia, francamente, ha fatto bene in Ucraina», ha affermato, aggiungendo che «Zelenski non sta aiutando molto» e che «è ora che qualcun altro negozi a nome dell'Ucraina».
Nella mattina di questo lunedì, la Russia ha lanciato uno dei suoi attacchi aerei più ampi degli ultimi mesi contro il territorio ucraino, lasciando senza elettricità oltre mezzo milione di abitazioni e causando dieci morti.
Il contesto nucleare che circonda la proposta è critico: il trattato New START —l'ultimo accordo di controllo delle armi strategiche tra gli Stati Uniti e la Russia— è scaduto in febbraio 2026, lasciando entrambe le potenze senza limiti giuridicamente vincolanti sui loro arsenali per la prima volta in oltre mezzo secolo. Secondo l'Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma (SIPRI), la Russia possiede il numero maggiore di testate nucleari stoccate, seguita dagli Stati Uniti e dalla Cina.
La settimana scorsa, Trump aveva già anticipato di considerare possibile un accordo di denuclearizzazione con Russia e Cina, sebbene avesse chiarito che «non deve essere quest’anno». La possibile summit trilaterale all'APEC rappresenterebbe, se si concretizzasse, una delle iniziative diplomatiche più ambiziose del suo secondo mandato.
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