L'approvazione di Trump scende a un nuovo minimo storico a causa dell'aumento del costo della vita, secondo un sondaggio

Donald Trump (immagine di archivio)Foto © whitehouse.gov

La popolarità del presidente Donald Trump è crollata a due settimane dalle elezioni di metà mandato: un sondaggio congiunto di Ipsos, The Washington Post e ABC News ha rivelato che solo il 33% degli adulti statunitensi approva la sua gestione, il livello più basso registrato da quella serie, addirittura al di sotto del 38% ottenuto dopo l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

Il sondaggio, condotto tra il 9 e il 13 ottobre su 2.545 adulti con un margine di errore di più o meno due punti percentuali, mostra che il 66% disapprova la gestione di Trump e il 52% lo fa in modo deciso, secondo quanto riportato da EFE.

Questa cifra rappresenta un calo di quattro punti rispetto a luglio scorso e di 12 punti rispetto a febbraio 2025, quando il mandatario registrava un 45% di approvazione all'inizio del suo secondo mandato.

Il Washington Post ha sottolineato che si tratta di «un livello inferiore a qualsiasi altro momento del suo primo mandato».

Una seconda indagine, pubblicata questo martedì da Reuters e Ipsos, ha collocato l'approvazione di Trump ancora più in basso, al 31%, un minimo storico per quella serie.

Il principale fattore scatenante del crollo è l'aumento del costo della vita, aggravato dall'impatto della guerra con l'Iran sui prezzi del carburante.

Il conflitto, iniziato il 28 febbraio 2026, ha fatto aumentare il prezzo della benzina da 2,98 dollari al gallone a 4,48 dollari a settembre, un incremento superiore al 50%.

Il risultato: il 71% degli intervistati ritiene che il prezzo della benzina sia «inaccessibile», rispetto al 28% che lo pensava a febbraio, prima del conflitto.

Moody's Analytics ha stimato che la guerra e i suoi effetti energetici comportano una spesa aggiuntiva di circa 2.000 dollari per ogni famiglia statunitense.

A questo si aggiunge che l'inflazione tendenziale è salita al 3,7% a settembre, spinta principalmente dall'energia, e che il 72% degli intervistati afferma che il paese sta avanzando nella direzione sbagliata, cinque punti in più rispetto ad aprile.

In questo contesto, Trump ha cercato di alleviare la pressione sui prezzi dei carburanti attraverso un accordo energetico con la Russia: il 9 ottobre ha annunciato l'importazione di fino a 4,8 milioni di tonnellate di diesel russo, e giorni dopo ha sospeso mediante ordine esecutivo le sanzioni che lo stesso Congresso aveva approvato contro Mosca con ampio sostegno bipartitico.

La misura ha generato critiche da parte di legislatori di entrambi i partiti. Il segretario di Stato Marco Rubio l'ha descritta come una «pausa di 60 giorni» per valutare il suo impatto sui mercati internazionali, ma l'ex presidente Mike Pence l'ha condannata pubblicamente, e il presidente ucraino Volodimir Zelenski ha avvertito che sarebbe un «errore storico».

In vista delle elezioni del 3 novembre 2026, in cui il Partito Repubblicano si gioca il controllo di entrambe le camere del Congresso, i Democratici superano i Repubblicani di otto punti tra gli elettori probabili per la Camera dei Rappresentanti: 52% contro 44%.

Questa vantaggio contrasta con i soli tre punti di differenza che separavano i due partiti lo scorso luglio, il che riflette un progresso sostenuto dei democratici nelle ultime settimane.

Varii congressisti repubblicani affrontano difficoltà in distretti che storicamente erano bastioni conservatori, e Trump ha intensificato la sua agenda di eventi elettorali in tutto il paese per cercare di mantenere la maggioranza.

Cook Political Report prevede un guadagno dei democratici tra i cinque e i 15 seggi alla Camera, sufficiente affinché il partito recuperi la maggioranza, dato che attualmente i repubblicani controllano quella camera con solo 218 seggi contro 214 democratici.

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