Il partito di María Corina Machado convoca a una mobilitazione in tutta Venezuela per chiedere elezioni

María Corina Machado a una manifestazione in VenezuelaFoto © X/Comando ConVzla

Il partito Vente Venezuela ha chiamato questo lunedì a una mobilitazione nazionale per giovedì prossimo a Caracas e in tutte le città del paese, con tre richieste principali: un cronoprogramma elettorale che garantisca elezioni presidenziali nel 2027, il ritorno sicuro della sua leader María Corina Machado e la liberazione dei prigionieri politici.

L'attivista politico dell'organizzazione Carlos Fernández ha presentato la convocazione in una conferenza stampa e ha anticipato l'importanza della giornata: «Sarà la punta di lancia per mobilitarci in modo pacifico. Sarà una mobilitazione storica per noi».

Fernández è stato esplicito riguardo all'obiettivo elettorale: «Nel 2027 dobbiamo avere un'elezione presidenziale. Sceglieremo María Corina Machado come prossima presidente del Venezuela e ci stiamo organizzando per questo».

La data proposta per queste elezioni è il 24 luglio 2027, anniversario della nascita di Simón Bolívar, che Machado ha sostenuto pubblicamente all'inizio di ottobre. Il governo di Delcy Rodríguez ha dichiarato all'ONU che ci saranno elezioni, ma senza fissare una data né presentare un calendario verificabile.

La marcia di giovedì coincide con il terzo anniversario delle primarie dell'opposizione del 2023, in cui Machado è risultata vincitrice con ampio sostegno popolare. Lo slogan della convocazione riassume la posizione di Vente Venezuela: «La data delle elezioni è la data della liberazione».

Un'altra delle richieste è il ritorno di Machado, che è uscito clandestinamente dal Venezuela nel dicembre del 2025 per partecipare alla cerimonia del Premio Nobel per la Pace a Oslo —premio che ha ricevuto quell'anno— e da allora non è riuscita a tornare nel paese nonostante almeno sette tentativi, secondo il suo team di comunicazione.

Fernández ha sottolineato che il ritorno della dirigente è indispensabile per poter «accelerare la transizione» in vista di una possibile elezione presidenziale.

La terza richiesta si concentra sui 322 prigionieri politici che conta l'ONG Foro Penal. Il regime chavista nega che queste persone siano detenute per motivi politici e sostiene che abbiano commesso dei reati, una posizione respinta dall'opposizione e da numerose organizzazioni per i diritti umani.

La convocazione arriva in un momento di intensa attività politica. Domenica, la Piattaforma Unitaria Democratica ha presentato un accordo nazionale con 14 proposte per una transizione democratica, in cui ha sostenuto la leadership di Machado e il ruolo di Edmundo González Urrutia, esiliato dal 2024 dopo essersi confrontato con l'allora presidente Nicolás Maduro alle elezioni presidenziali di quell'anno.

Paralelamente, dal 14 ottobre si svolge a Caracas il terzo ciclo di dialogo tra il chavismo —rappresentato da Jorge Rodríguez— e un settore dell'opposizione guidato da Dinorah Figuera, con il supporto di Washington. Machado ha denunciato giovedì scorso che gli Stati Uniti l'avevano esclusa da queste negoziazioni, in cui né lei né González Urrutia partecipano direttamente.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato Figuera a Washington il 9 ottobre e ha chiesto di progredire nelle libertà politiche e nella riforma elettorale, ma l'assenza delle figure più rappresentative dell'opposizione continua a essere il principale punto di tensione nel processo.

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