Raúl Torres chiede ai governi del mondo di sostenere Cuba all'ONU: «Votate contro il blocco per umanità»

Raúl TorresFoto © Facebook / Raúl Torres Fénix

Il cantautore e deputato ufficialista Raúl Torres ha pubblicato su Facebook una lunga lettera aperta indirizzata ai governi del mondo e all'Organizzazione delle Nazioni Unite, in cui chiede loro di non votare contro Cuba nella prossima sessione dell'Assemblea Generale, prevista per il 28 ottobre.

Il cantante definisce l'embargo statunitense come «genocida» e lo descrive come una «punizione collettiva» che genera «fame, malattia e disperazione» nella popolazione cubana.

«Il blocco contro Cuba non è una misura diplomatica. È un assedio che colpisce la vita quotidiana a causa di decisioni prese lontano da casa nostra», scrive Torres, che aggiunge che «chiamarlo 'genocida' non è un eccesso retorico: è nominare il dolore accumulato di generazioni che hanno vissuto sotto assedio».

Il testo si rivolge direttamente alla coscienza dei rappresentanti diplomatici: «Non permettete che la coercizione, le minacce, le pressioni commerciali o la paura sostituiscano la voce delle vostre coscienze», e sottolinea che votare contro Cuba equivarrebbe a «avallare una punizione collettiva».

La lettera si conclude con un appello che riassume la posizione ufficiale: «Cuba non chiede di avere in regalo il futuro. Chiede di essere lasciata a costruirlo. Chiede di non essere soffocata».

Captura di Facebook / Raulito Torres Candil

Torres pubblica la sua missiva in un momento di intensa attività diplomatica in vista della votazione annuale sulla risoluzione «Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba», che viene presentata all'ONU dal 1992 e non ha carattere giuridicamente vincolante.

Il cancelliere Bruno Rodríguez ha accusato il segretario di Stato Marco Rubio di «chantajear» i governi affinché cambino il loro voto, dopo che è stato confermato che Rubio ha contattato il presidente salvadoregno Nayib Bukele per discutere di «priorità condivise» all'ONU, compresa Cuba.

In senso contrario, una coalizione di organizzazioni democratiche cubane —guidata dall'Assemblea di Resistenza Cubana e dalla UNPACU— ha lanciato un appello con più di 1.000 adesioni affinché le democrazie rifiutino o si astengano dalla votazione, sostenendo che la risoluzione avvantaggia il regime e non il popolo cubano.

Il testo di Torres si inserisce nella campagna del regime per mantenere il sostegno internazionale in vista di una votazione che si preannuncia più contestata rispetto agli anni precedenti: nel 2024 la risoluzione ha ottenuto 187 voti favorevoli; nel 2025 è scesa a 165, il numero più basso in oltre un decennio; e in una sessione speciale tenutasi lo scorso luglio ha raggiunto a malapena 136 sostegni, con nove voti contrari e 30 astensioni.

Torres, deputato dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare e figura emblematica del ufficialismo culturale cubano, è autore di «Patria o Muerte por la Vida» (2021), canzone concepita come risposta governativa all'inno oppositore «Patria y Vida».

In giorni recenti ha anche descritto i cubani della diaspora come «cuori spezzati», senza però indicare responsabilità da parte del Governo per l'esodo.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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