La Presidenza di Cuba ha diffusato questo venerdì su X un estratto del programma Criterio Compartido, trasmesso mercoledì 8 ottobre da Radio Rebelde, nel quale il presidente Miguel Díaz-Canel ha presentato le trasformazioni economiche come un mezzo per rafforzare i programmi sociali e ridurre le disuguaglianze.
Il mandatario ha affermato che il paese mantiene attivi più di 32 programmi destinati a affrontare problematiche familiari e ha riconosciuto che un recente rilevamento ha identificato oltre 800.000 persone vulnerabili, cifra che fonti ufficiali hanno elevato a circa 883.000.
Le promesse di equità contrastano con gli indicatori economici e sociali citati nelle fonti. La Commissione Economica per l'America Latina e i Caraibi (Cepal) prevede una contrazione del PIL cubano del 6,5% nel 2026, dopo una caduta accumulata del 10,3% nei due anni precedenti, mentre l'inflazione ufficiale su base annua ha raggiunto il 25,19% ad agosto e i prezzi degli alimenti sono aumentati di oltre il 36%.
La pensione minima, di 4.000 pesos mensili, equivale a circa cinque dollari al cambio informale, e l'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani segnala che il 79% delle persone over 70 non può fare tre pasti al giorno.
I dati sulla distribuzione delle risorse statali mettono in discussione anche il discorso ufficiale di ampliamento della giustizia sociale. Rapporti dell'Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione (ONEI) e di organizzazioni civili come l'Osservatorio Cubano di Audit Civico indicano che circa il 40% della spesa pubblica è destinato al turismo e alla costruzione di alberghi, mentre solo tra il 2,7% e il 2,75% è assegnato alla salute e all'assistenza sociale. Questa differenza solleva interrogativi sulle priorità economiche del Governo in mezzo alle carenze che colpiscono la popolazione.
Le critiche puntano anche al ruolo del conglomerato militare GAESA, che controlla attività turistiche attraverso la sua divisione Gaviota S.A. Inchieste pubblicate da media indipendenti stimano che il gruppo detenga tra i 14.500 milioni e i 18.000 milioni di dollari in conti liquidità all'estero e in paradisi fiscali, risorse che, secondo queste indagini, non passano attraverso il bilancio statale né sono soggette a revisione pubblica.
Washington ha descritto il conglomerato come "il nucleo del sistema comunista cleptocratico di Cuba" e lo ha accusato di generare entrate a beneficio delle élite, invece di destinarle al benessere della popolazione.
Il programma stesso ha ricevuto più di 50 chiamate da cittadini che hanno sollevato problemi legati alla scarsità di medicinali, alle carenze dei servizi essenziali e agli ostacoli burocratici.
Durante l'emissione, il mandatario ha riconosciuto che il deficit di medicinali è dovuto alla mancanza di divise, e ha assicurato che la crisi genera anche la creatività dei cittadini, una formulazione che i critici interpretano come un tentativo di trasferire la responsabilità della crisi agli stessi cubani.
Il spazio Criterio Compartido è stato lanciato il 23 settembre e viene trasmesso con frequenza quindicinale come parte della strategia comunicativa del regime per presentare le 176 trasformazioni economiche e sociali approvate dall'Assemblea Nazionale a giugno come un processo partecipativo.
In questo contesto, cubani come Cesáreo Navas pubblicarono una lettera aperta indirizzata a Díaz-Canel in cui chiesero "meno slogan, meno frasi ad effetto e appelli eroici e, sì, più cibo, medicinali e rispetto per tutti i diritti umani".
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