Díaz-Canel esordisce in radio e gli dicono: «Gli stipendi non bastano per vivere»

Miguel Díaz-CanelFoto © Presidenza di Cuba / Alejandro Azcuy

Miguel Díaz-Canel ha debuttato questo mercoledì come conduttore di «Criterio Compartido», il suo nuovo programma su Radio Rebelde, e sebbene il regime lo abbia presentato come uno spazio di «partecipazione cittadina», le voci che sono riuscite a farsi sentire hanno messo in evidenza la cruda realtà del popolo cubano: salari insufficienti, pensioni misere e un paese senza carburante da mesi.

Il debut del programma radiofonico di Díaz-Canel è stato trasmesso alle 7:15 del mattino con la giornalista ufficialista Bárbara Betancourt, ed è inoltre disponibile su piattaforme di podcast, incluso Spotify.

La dichiarazione più incisiva è arrivata da Contramaestre. Pedro Rodríguez Martínez non ha usato mezzi termini: «Gli stipendi e il bilancio non bastano per vivere», ha affermato, sottolineando che l'olio raggiunge prezzi tra i 3.600 e i 5.000 pesos.

Juana Pérez, pensionata di 88 anni a L'Avana, ha raccontato di sopravvivere con una pensione di 2.000 pesos e ha chiesto un'attenzione urgente per gli anziani. Natalia Caridad Quintana ha denunciato di aspettare da più di un decennio un terreno incolto ad Arroyo Naranjo; Díaz-Canel le ha risposto: «Riceverai una risposta riguardo al tuo terreno».

Un altro ascoltatore ha chiesto se Cuba potesse ricevere combustibile da paesi alleati. La risposta del governante è stata rivelatrice: «Abbiamo fatto gestioni di ogni genere per il combustibile e non arriva combustibile da nessuna parte del mondo». E ha aggiunto: «In questo paese da nove mesi non entra una nave di combustibile».

Questo avviene giorni dopo che Cuba ha subito il suo ottavo blackout nazionale del 2026.

Al termine, Díaz-Canel ha risposto al discorso che Donald Trump ha pronunciato il giorno precedente all'ONU, dove ha definito Cuba uno «Stato assolutamente fallito».

Il governante cubano ha definito le parole di Trump come «totalmente arroganti, prepotenti, ingerenzi» e ha concluso con la sua frase di sfida: «La libertà di Cuba è arrivata il 1° gennaio 1959 con quella Rivoluzione e quella libertà non la perderemo».

Certo, i commenti andati in onda erano più che filtrati. Quelli che circolavano liberamente sulle piattaforme digitali dipingevano un quadro molto diverso.

Nell'account di X della Presidenza di Cuba, un utente ha scritto: «67 anni a inventare come governare un paese e... sì, ci sono riusciti, rovinandolo, con repressione, con fame e miseria. È ciò che sanno fare i comunisti».

Nel muro di Facebook del programma «Hola Habana» i commenti non sono stati affatto benevoli. «Soffre di ineptite galoppante», ha scritto un utente. Un altro ha ironizzato: «Jajaja. Chiamerò nella prossima emissione per vedere».

Un terzo ha commentato: «Più o meno la stessa cosa. Se il programma continuerà con le stesse risposte delle interviste fatte quest'anno, è meglio che non perda tempo».

Vari molti hanno sottolineato la disconnessione del governante: «Lui vive in un altro paese chiamato Siboney, dove abitano coloro che governano Cuba e c'è di tutto, non manca nulla».

Captura di Facebook / Hola Habana

Una persona ha aggiunto: «A quanto pare non sa che il paese è alla deriva, la polizia è corrotta e i ladri stanno derubando in pieno giorno, senza contare che il cibo a Cuba è il più caro del mondo».

Un'altra critica: «La cosa più comoda e limitante di questo mondo... è dare la colpa agli altri».

Il riassunto più incisivo lo ha lasciato un altro internauta: «Non si stanca di fare una figuraccia dopo l'altra. Il paese è completamente alla deriva e lui gioca a fare il presentatore, senza alcun carisma».

«Criterio Compartido» sarà trasmesso il mercoledì con una cadenza quindicinale.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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