Bruno Rodríguez denuncia la povertà estrema nel mondo e tace su quella di Cuba

Bruno RodríguezFoto © Bruno Rodríguez su X

Il cancelliere cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha colto l'occasione di questo sabato, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Povertà, per denunciare il ristagno degli sforzi globali contro la miseria, senza dedicare nemmeno una parola alla situazione che vivono i cubani all'interno dell'isola.

En un messaggio pubblicato su X, il ministro degli Affari Esteri ha citato il Rapporto 2026 delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che stima che 826 milioni di persone —il 10% della popolazione mondiale— vive in povertà estrema quest'anno.

Rodríguez ha also affermato che la spesa militare mondiale ha raggiunto 2.887 trilioni di dollari nel 2025, undicesimo anno consecutivo di crescita secondo l'Istituto Internazionale di Ricerca per la Pace di Stoccolma, e che i 12 miliardari più ricchi del pianeta accumulano più ricchezza della metà più povera dell'umanità, dato attribuito a Oxfam.

Rodríguez cita è rivelatore: mentre denuncia che il 10% dell'umanità vive sotto la soglia di povertà estrema dell'ONU — fissata a tre dollari al giorno — a Cuba nove persone su dieci non raggiungono nemmeno la soglia più bassa di 1,90 dollari.

Lo stesso rapporto dell'Osservatorio indica che il 68% delle famiglie cubane dichiara redditi inferiori a 20.001 pesos mensili, ben al di sotto dei 87.210 pesos necessari a una famiglia di tre persone per superare quella soglia.

Otto cubani su dieci hanno riconosciuto di aver saltato un pasto per mancanza di soldi o cibo, e il 63% delle famiglie ha difficoltà ad acquisire prodotti essenziali.

A questo panorama si aggiunge la proiezione della Commissione Economica per l'America Latina e i Caraibi, che stima una contrazione del PIL cubano del 10,3% nel 2026, la peggiore previsione tra tutte le economie della regione.

Il modello del cancelliere non è nuovo. A novembre e dicembre del 2025, Rodríguez aveva già pubblicato messaggi che criticavano la povertà e la disuguaglianza negli Stati Uniti, il che ha generato accuse di ipocrisia sui social media.

Este sabato, i cubani hanno risposto ai recenti messaggi del cancelliere con una frase che riassume il malcontento popolare nei confronti della narrativa ufficiale: «Voi siete il blocco interno».

L'ironia non passa inosservata: il regime che da decenni attribuisce la crisi cubana all'embargo statunitense ha il suo cancelliere che cita rapporti internazionali sulla povertà nel mondo lo stesso giorno in cui migliaia di famiglie sull'isola non sanno cosa metteranno a tavola.

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Redazione di CiberCuba

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