La giustizia richiede alla California di riesaminare i votanti presuntamente non cittadini e lo stato respinge la pressione

Giustizia e California scontrano per i registri elettoraliFoto © CiberCuba/Sora

El Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha richiesto alla California di rivedere, entro 48 ore, un elenco di persone che considera probabilmente non cittadine e adottare misure riguardo le loro schede elettorali prima delle elezioni federali del 3 novembre.

La segretaria di Stato, Shirley N. Weber, ha respinto la pressione e ha messo in discussione il fatto che Washington pretenda imporre tali misure senza fornire, a suo giudizio, prove sufficienti né una base legale che le giustifichi.

La richiesta è presente in una lettera datata 13 ottobre 2026, firmata da R. Trent McCotter, procuratore generale aggiunto ad interim, e indirizzata a Weber.

Il documento avverte che il Governo federale potrebbe richiedere un intervento giudiziario urgente se le autorità elettorali non ottemperano a quanto richiesto.

Il conflitto ruota attorno alla verifica della cittadinanza e alla gestione dei voti per corrispondenza, in un momento in cui la California sta già preparando le elezioni del 3 novembre.

La controversia solleva anche una distinzione importante: che il Governo federale consideri una persona forse non cittadina non dimostra, da sola, che sia iscritta illegalmente né che abbia commesso frode elettorale.

La lettera richiede di esaminare un elenco di persone la cui cittadinanza americana, secondo il Dipartimento di Giustizia, necessita di verifica.

Se le autorità non riescono a confermare tale condizione, Washington chiede che le loro schede vengano separate, ma non annullate, mentre si determina la loro idoneità.

La richiesta include due istruzioni specifiche per il voto per corrispondenza: trattenere l'invio delle schede che non sono ancora state inviate alle persone indicate e, per quanto riguarda quelle già restituite, non verificare le loro firme né tabularle fino a risolvere la questione della cittadinanza.

Il Dipartimento di Giustizia offre anche la possibilità di fornire una copia digitale delle informazioni tramite un indirizzo sicuro. Questa offerta fa parte della comunicazione federale ed è rilevante poiché le autorità locali hanno sollevato obiezioni riguardo al modo in cui hanno ricevuto i dati.

La lettera costituisce un'esigenza amministrativa accompagnata da una minaccia di contenzioso, non un'ordinanza giudiziaria né una sentenza che abbia dichiarato illegali i voti contestati.

La risposta statale è arrivata mercoledì 14 ottobre. In un comunicato ufficiale, Weber ha sostenuto che il suo ufficio ha ricevuto la richiesta, ma non ha ricevuto l'elenco delle persone da investigare.

La funzionaria ha messo in dubbio che il Dipartimento di Giustizia abbia concesso solo 48 ore per ottenere le informazioni, esaminarle e prendere decisioni che potrebbero influenzare le schede elettorali a meno di tre settimane dalle elezioni.

Weber ha anche affermato che le autorità federali non hanno fornito né le prove né la giustificazione giuridica che, secondo la sua posizione, sarebbero necessarie per sostenere la richiesta.

Difese le procedure elettorali della California e assicurò che la legislazione statale stabilisce requisiti affinché solo i cittadini statunitensi possano registrarsi per votare.

La segretaria di Stato considera che le azioni federali relative ai registri elettorali possano generare sfiducia pubblica.

Questa è la valutazione espressa dal suo ufficio, mentre il Dipartimento di Giustizia sostiene che il suo intervento mira a verificare l'idoneità delle persone identificate.

La situazione nella contea di Los Angeles aggiunge un ulteriore elemento al disaccordo: il suo registratore elettorale, Dean C. Logan, ha confermato di aver ricevuto corrispondenza dal Dipartimento di Giustizia nel pomeriggio del 13 ottobre, accompagnata da una chiavetta USB che presuntamente conteneva i registri contestati.

Tuttavia, nella sua dichiarazione ufficiale del 14 ottobre, Logan ha spiegato che il suo ufficio non ha aperto il dispositivo perché farlo sarebbe in conflitto con i propri protocolli di privacy e sicurezza informatica.

Il funzionario ha precisato inoltre che la comunicazione non indicava quante persone erano incluse né descriveva il contenuto dei registri archiviati.

Il suo ufficio, aggiunse, stava esaminando la questione in coordinamento con il Segretario di Stato e la Procura Generale della California per determinare i prossimi passi.

Logan ha sostenuto che qualsiasi azione che influisca sull'idoneità di un elettore deve basarsi su informazioni verificabili e sui procedimenti previsti dalla legislazione.

La ricezione del dispositivo, pertanto, non significa che la contea abbia confermato il stato migratorio o la cittadinanza delle persone presuntamente incluse.

La disputa ha radici nella strategia federale di revisione dei registri elettorali. Lo scorso 7 ottobre si è appreso che ICE aveva analizzato decine di milioni di registri alla ricerca di possibili elettori non cittadini, utilizzando informazioni provenienti da diverse fonti e strumenti di elaborazione dei dati.

Esiste anche una controversia giuridica sul sistema federale SAVE, utilizzato per verificare informazioni relative alla cittadinanza.

In settembre, l'amministrazione Trump ha chiesto alla Corte Suprema di riattivare una versione ampliata di quell'utensile, dopo che il suo utilizzo era stato limitato da decisioni giudiziarie.

Per i cubani residenti negli Stati Uniti, la distinzione tra residenza legale e cittadinanza statunitense rimane fondamentale.

Avere una carta di residenza permanente, conosciuta come green card, non concede di per sé il diritto di voto nelle elezioni federali. Tale diritto spetta, in linea di massima, ai cittadini statunitensi che soddisfano gli altri requisiti elettorali.

Una controversia recente in Florida ha anche messo in luce le differenze tra le regole di idoneità e i poteri per perseguire le violazioni.

Il 7 ottobre, un giudice federale di Miami ha bocciato un'accusa basata su una disposizione federale contro il voto dei non cittadini, in una decisione limitata al caso esaminato che non ha autorizzato i residenti permanenti a partecipare alle elezioni federali.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.