Una famiglia cubana lascia Miami per inseguire un sogno: «Non ce ne siamo andati perché abbiamo fallito»

I cubani scommettono su una fattoria familiareFoto © Instagram / Giselle Vargas

Per la cubana Giselle Vargas e la sua famiglia, lasciare Miami non ha significato fare un passo indietro, ma avvicinarsi a un sogno che da lungo tempo volevano realizzare: avere le proprie terre, costruire una casa e sviluppare un'attività familiare.

Quel progetto ha iniziato a prendere forma con l'acquisto di 24 acri di terreno nel nord della Florida, dove stanno avviando la Golden Pastures Farm, una fattoria dedicata all'allevamento di polli nutriti a pascolo.

In un video pubblicato su Instagram, Vargas ha condiviso dettagli di questa nuova fase e ha spiegato le ragioni che hanno portato la sua famiglia ad abbandonare Miami, una città che, lontana dall'essere un'esperienza negativa, è stata fondamentale per progredire verso i suoi obiettivi.

«Ci siamo trasferiti perché avevamo un sogno molto più grande: comprare le nostre terre, stabilire la nostra casa e sviluppare la nostra attività familiare», ha assicurato.

La decisione non è stata motivata da un fallimento economico, ma dalla necessità di trovare un luogo dove potessero sviluppare il progetto che avevano immaginato.

«Miami ci ha dato moltissime opportunità, ma l'attività che volevamo creare aveva bisogno di più spazio», ha spiegato l'imprenditrice.

La sua scommessa è la produzione di polli allevati al pascolo, un'attività che richiede ampie estensioni di terreno affinché gli animali possano muoversi e alimentarsi all'aperto.

Con Golden Pastures Farm, la famiglia cerca di costruire qualcosa di proprio, sviluppare un'attività economica e offrire prodotti di qualità, mentre stabilisce una casa legata al lavoro nei campi.

La cubana ha voluto anche chiarire le interpretazioni che hanno circolato sui social media dopo che un video precedente è stato condiviso con un messaggio che suggeriva che la sua vita a Miami fosse stata un fallimento.

«Hanno preso un mio video e gli hanno dato una piega che sembra presa da una propaganda castrista», ha denunciato Vargas, rifiutando che si utilizzasse la sua storia per presentare un'immagine negativa dei cubani che cercano di andare avanti negli Stati Uniti.

Tuttavia, al di là della polemica, il suo messaggio si è concentrato sulle opportunità che ha trovato per costruire il futuro che desidera insieme alla sua famiglia.

Per Giselle, che è nata a Cuba, poter scegliere dove vivere, acquistare terreni e avviare un’attività ha un significato speciale, proprio a causa delle limitazioni esistenti nel suo paese d’origine: «Valuto moltissimo poter decidere dove investire, cosa costruire e come avviare un’impresa. Opportunità che in Cuba sappiamo essere limitate».

La sua riflessione sottolinea una differenza che considera essenziale: la possibilità di prendere decisioni sulla propria vita e modificare il destino della propria famiglia in base alle proprie aspirazioni: «Non siamo partiti da Miami fuggendo dal fallimento. Qui abbiamo la libertà di poter scegliere molte cose che a Cuba non possiamo».

«Vogliamo dimostrare che dietro a un buon prodotto c'è molto più di un prezzo: c'è una famiglia, c'è una storia e un impegno a fare le cose nel modo giusto», ha concluso Giselle.

Per questa famiglia cubana, il successo non comportava necessariamente rimanere a Miami, ma avere la libertà di andare via per costruire la vita che sognavano.

La storia di Vargas riflette anche come i progetti di vita di alcuni immigrati cubani evolvano dopo essersi stabiliti negli Stati Uniti. Miami può essere il punto di partenza, ma non necessariamente la meta definitiva.

La migrazione cubana all'interno degli Stati Uniti ha subito dei cambiamenti, con famiglie che cercano opportunità in altre città e regioni dove possono accedere a case, terreni o condizioni più favorevoli per sviluppare i propri progetti.

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Deneb González

Redattrice di CiberCuba Intrattenimento