Retata di polizia a Camagüey termina in una fuga, pestaggi ai giovani e danni alle motociclette

La polizia ha controllato gli ingressi del RodeoFoto © Claudia Barreira in post su Facebook/José L. Tan Estrada

Una operazione della Brigata Speciale del Ministero dell'Interno (Minint) —conosciuta popolarmente come «Boinas Negras»— ha scatenato domenica sera una fuga di massa nei dintorni del Rodeo di Camagüey, con denunce di pestaggi a giovani, motociclette danneggiate e confisca di telefoni cellulari, secondo testimonianze raccolte dal giornalista José L. Tan Estrada su Facebook.

Il luogo è un punto di incontro abituale per motociclisti ogni sabato, dove si riuniscono e corrono in uno spazio che, secondo varie persone, era stato approvato per tale attività. Nel momento della partenza, gli agenti hanno circondato i partecipanti da più accessi simultaneamente—con moto della polizia e pattuglie schierate dalla strada di Santa Cruz—cosa che ha scatenato una fuga di massa culminata in incidenti e cadute.

Le testimonianze descrivono un uso della forza che va oltre l'obiettivo di disperdere i presenti: agenti che colpiscono i giovani con stivali e tonfa, lanciando pietre contro coloro che cercavano di scappare in moto, e quattro membri delle forze speciali che infliggono colpi a un giovane già a terra.

Una persona ha riportato di aver ricevuto un colpo alla schiena mentre fuggiva. Un'altra ha denunciato che una ragazza in moto ha ricevuto un colpo con un manganello. Inoltre, un autobus di tipo «gacela», con agenti delle Boinas Negras, è arrivato nella zona delle paladares — incluso il noto «El Canoso» — e i suoi occupanti sono scesi distribuendo colpi e distruggendo motociclette.

A diversi dei detenuti sono stati sequestrati i telefoni mobili per impedire che registrassero quanto accaduto. Tra le informazioni che circolano sui social media si menziona la possibile morte di una persona e che un minorenne ha subito politraumatismi, sebbene nessuno di questi dati sia stato confermato in modo indipendente.

La proprietaria di una mipyme situata nella zona ha assicurato che non è la prima volta che subiscono molestie da parte della polizia e che, nel tentativo di presentare reclami ufficiali, gli agenti rispondono sempre la stessa cosa: «Loro ricevono ordini».

«Perché attaccare giovani che vogliono solo svolgere questa attività con rispetto in un'area che è stata approvata suppostamente per il miglior sviluppo della stessa? Perché non impiegare quella forza, quel carburante e quel tempo nel perseguire ladri o, almeno, prestare attenzione a questioni molto più gravi? Il motociclista non è un oggetto di polizia», ha scritto la donna nei commenti accanto a un'immagine in cui si osserva il dispiegamento della polizia nella zona.

Questa domanda riassume il dibattito generato dalla denuncia sui social media. Numerosi commentatori hanno evidenziato che la criminalità a Camagüey è aumentata nel 2026 —con furti, rapine e illywood di animali come reati predominanti— mentre la Brigata Speciale rimane inattiva di fronte a questi eventi.

«Se solo facessero la stessa cosa quando le persone denunciano alla polizia perché ci sono bande di delinquenti che rapinano, forse non ci sarebbe un livello così alto di furti e vandalismo a Camagüey», ha scritto uno degli utenti.

Altri hanno riconosciuto che i motociclisti generano un rumore eccessivo durante le ore notturne, circolano senza casco né patente e rappresentano un rischio per la strada, pur non giustificando così la violenza fisica. Alcuni testimoni, tra cui residenti nei pressi del Rodeo, hanno confermato di aver visto il dispiegamento della polizia e di aver udito il caos della fuga.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.