«Bambini che ti tendono la mano», «anziani immersi... nei cassonetti»: incisiva cronaca di un giornalista matancero

Basura a MatanzasFoto © Facebook / Guillermo Carmona

Un giornalista del quotidiano statale Girón di Matanzas ha pubblicato mercoledì su Facebook una cronaca che ha circolato ampiamente per il suo ritratto crudo della crisi cubana: bambini in gruppi che chiedono soldi per strada, anziani che frugano nei cassonetti e una città che, secondo le sue parole, lo spaventa ogni volta che esce di casa.

Guillermo Carmona, redattore del giornale Girón —organo del Partito Comunista di Cuba a Matanzas—, ha intitolato il testo «La città mi spaventa». Inizia con un'immagine che sintetizza il deterioramento sociale: «Temo, dal profondo del mio umanesimo, l'eccesso di bambini che ti allungano la mano e, con un sorriso di denti disallineati, ti chiedono soldi. Vanno in gruppo. Sfilano, uno dietro l'altro, con i loro pantaloni sporchi e le costole in evidenza».

Captura di Facebook / Guillermo Carmona

La scena successiva non è meno dura: «Ci sorpassano gli anziani immersi fino alle ginocchia nei bidoni della spazzatura —sembrano contadini vietnamiti in un campo di riso— i quali separano il marcio e l'inservibile dall'utile e poi ti vendono ciò che trovano nelle vetrine degli usci e su lenzuola stese sul marciapiede».

Carmona punta anche alla trasformazione del tessuto urbano e alla nuova disuguaglianza che generano i blackout e i pannelli solari: «Marx mi ha mentito. Le classi sociali non si formano secondo l'accesso alla plusvalenza, ma attraverso i chili di luce solare».

In Cuba, l'accesso all'energia solare continua a essere fuori dalla portata di numerose famiglie. Alcuni rapporti giornalistici hanno collocato il prezzo di un pannello nel mercato informale tra i 990 e i 1.000 dollari, mentre altre ricerche documentano pannelli singoli a cifre notevolmente inferiori e sistemi con batterie e inverter che superano i 1.000 dollari.

La differenza economica risulta particolarmente significativa rispetto allo stipendio statale medio, che nel 2025 era di 6.930 pesos cubani mensili, equivalenti a circa 8,9 dollari al tasso di cambio informale registrato all'inizio di ottobre del 2026.

Sobre la crisi dell'acqua, il giornalista ricorre a una metafora di naufragio: «Stiamo forse affondando e non ce ne siamo accorti perché siamo nella dispensa della nave a comprare un po' di carne secca dal cuoco per non morire di fame?». Oltre 300.000 abitanti di Matanzas erano privi di un fornitura stabile di acqua all'inizio di aprile, secondo l'Istituto Nazionale delle Risorse Idriche.

La crisi dei rifiuti è altrettanto documentata: l'Empresa Municipal de Comunales opera con più della metà dei suoi camion per la raccolta, paralizzati a causa della scarsità di gasolio e di altri fattori, mentre i rifiuti bloccano le strade del centro storico per giorni.

La cronaca non è l'unico testo scomodo di Carmona. A giugno ha pubblicato «Il poco riposo dei giusti», riguardo a una notte senza elettricità in cui si è descritto come «rifugiato di guerra», e a febbraio del 2025 ha scritto «Morire è anche un processo burocratico», riguardo alle difficoltà nel trasportare il cadavere di sua nonna per mancanza di carburante. 

Il testo ha raccolto decine di commenti. Un'utente ha scritto: «La cosa triste è che sembra non importare a chi dovrebbe fare qualcosa. La maggior parte di loro sta lucrando sulla nostra 'resistenza'. E a lei giornalista che scrive, grazie per riflettere le nostre vite e per il suo coraggio nel mettere per iscritto tante verità che non vogliono accettare». Un'altra ha riassunto il sentimento collettivo: «Ci spaventa. È un spavento quotidiano. Vedere tanto abbandono, spaventa. Pensare che a nessuno interessa come si distrugge una città così bella, spaventa».

Il Osservatorio Cubano dei Diritti Umani ha stimato che il 94% della popolazione cubana vive in povertà estrema, mentre il primo ministro Manuel Marrero Cruz ha riconosciuto l'esistenza di 883.000 casi «in situazione di vulnerabilità» nel paese.

Carmona conclude il suo testo con un'immagine che riassume l'esaudimento di chi vive in una città in collasso: «Apro il cancello come chi si dirige a un campo di battaglia dopo che la battaglia è finita». Un lettore l'ha sintetizzata con una frase che molti hanno condiviso: «Matanzas è oggi tutte le città. Tutta Cuba».

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Redazione di CiberCuba

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