L'episcopato e il clero della Chiesa Episcopale di Cuba rompono il silenzio: denunciano la fame, i blackout e sostengono Ana Bensi in una lettera al popolo cubano

Chiesa Episcopale a CubaFoto © Facebook/La Iglesia Episcopal en Cuba

Il IX Vescovo di Cuba della Chiesa Episcopale, Rvdmo. Ángel Roberto Rivera Rodríguez, insieme a 21 clero della Diocesi di Cuba, ha pubblicato questo lunedì una lettera pastorale rivolta alla Chiesa e al popolo cubano in cui denunciano apertamente la crisi umanitaria che affligge l'isola, esprimono solidarietà a Ana Bensi e a sua madre, Caridad Silvente Laffita, e chiedono che cessi la repressione poliziesca contro chi esercita il proprio diritto all'espressione.

Il documento, datato 4 ottobre e diffuso sul sito ufficiale della diocesi e sui social media, descrive con crudezza la realtà che vivono i cubani: «la fame, la carenza di medicinali, i blackout insopportabili, la mancanza d'acqua, il deterioramento quasi totale dei sistemi di salute e istruzione».

La carta non si limita a enumerare carenze astratte, ma le traduce in immagini concrete: «la mancanza di pane sulla tavola, nei malati senza trattamento, nelle nuove generazioni senza istruzione e nelle madri senza speranze».

Il pronunziamento arriva tre giorni dopo che il Tribunale Municipale Popolare dell’Avana Est ha dichiarato colpevoli Ana Bensi e sua madre, Caridad Silvente, e le ha condannate a due anni di limitazione della libertà per aver registrato e pubblicato sui social un video di un agente del MININT che si era recato presso la loro abitazione a Alamar per consegnare una convocazione della Sicurezza dello Stato.

La Chiesa Episcopale si unisce così a una vasta coalizione di denominazioni religiose che avevano già espresso il loro supporto al caso, tra cui la Convenzione Battista di Cuba Occidentale, la Chiesa Evangelica Pentecostale (Assemblee di Dio), la Lega Evangelica di Cuba, la Chiesa Metodista di Cuba, l'Alleanza delle Chiese Cubane non registrate, la Conferenza Cubana di Religiosi/e (CONCUR) e la Congregazione "Servi di San Giuseppe", tra le altre.

Sulla repressione poliziesca, il clero episcopale è stato deciso: «Esprimiamo anche la nostra frustrazione e il nostro dolore di fronte all'uso della violenza, dell'intimidazione e delle molestie, da parte delle forze di polizia, contro coloro che decidono di alzare la voce e di rivendicare i propri diritti, tanto più quando tale diritto di espressione è tutelato dalla Costituzione della nostra Repubblica».

Il testo lancia inoltre un avvertimento diretto al regime riguardo al silenziamento della gioventù: «Silenziare la voce dei giovani significa silenziare il presente e il futuro della patria. Di fronte a tutto questo diciamo: basta!!»

Allo stesso tempo, i firmatari si preoccupano di inquadrare la loro posizione come un appello alla comprensione: «La nostra riflessione è un richiamo alle autorità, non con l'intento di creare conflitto ma di avviare un dialogo», si legge nella lettera, che chiede al governo di ascoltare «il grido di questo popolo, che sono chiamati a servire e proteggere e non a continuare a chiedere ulteriori sacrifici».

Il documento è stato inviato in copia al Rvdmo. Sean Rowe, Vescovo Presidente della Camera dei Vescovi della Chiesa Episcopale degli Stati Uniti, il che conferisce alla dichiarazione una dimensione internazionale.

Questo pronunciamento si inserisce in una tendenza che ha caratterizzato il 2026: a gennaio, la Conferenza dei Vescovi Cattolici ha chiesto «cambiamenti urgenti» e un «dialogo reale» di fronte alla crisi; a marzo, oltre 70 leader evangelici hanno firmato una dichiarazione su «la fame, la miseria e la necessità»; e a settembre, Padre Alberto Reyes Pías ha affermato che Cuba è «infinitamente peggiore» che durante il Periodo Speciale.

La carta si chiude con l'impegno del clero episcopale di rimanere al fianco del popolo: «Il Clero della Chiesa Episcopale a Cuba è e sarà sempre al servizio e a fianco del nostro popolo, con la fedeltà richiesta dalla croce del Signore».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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