
Il Consiglio dei Ministri di Cuba ha pubblicato questo venerdì il , una norma che amplia l'insieme delle attività commerciali che possono svolgere le filiali straniere stabilite nel territorio nazionale, modificando il regolamento in vigore dal 2021.
La disposizione, firmata dal primo ministro Manuel Marrero Cruz il 21 settembre, è stata pubblicata nella , alle pagine da quattro a sei, insieme ad altre quattro norme che nel complesso riconfigurano il regime giuridico delle rappresentanze commerciali straniere a Cuba.
Il decreto modifica gli articoli 24, 27 e 29 del Decreto 32 del 22 febbraio 2021, che stabilisce il «Regolamento per l'istituzione di rappresentanze commerciali straniere a Cuba».
Il cambiamento centrale è nell'articolo 27: le filiali sono autorizzate a importare ed esportare direttamente a scopo commerciale, a effettuare commercio all'ingrosso, a emettere fatture commerciali e a distribuire e trasportare merci all'interno del paese—operazioni che finora erano proibite.
L'unica attività che rimane al di fuori della sua portata è il commercio al dettaglio generale. Il testo del decreto lo specifica così: «Le filiali possono svolgere le attività descritte nel paragrafo precedente, tranne il commercio al dettaglio descritto nel comma b)».
Le uffici di rappresentanza, al contrario, mantengono le restrizioni precedenti: non possono importare né esportare direttamente a scopo commerciale, né operare nel commercio all'ingrosso o al dettaglio generale, né emettere fatture commerciali —salvo quelle del regime di deposito doganale—, né distribuire o trasportare merci.
Il decreto aggiorna anche le causali di cancellazione delle licenze. Il nuovo articolo 24 prevede che la licenza si estingue quando «la società commerciale è in fase di scioglimento, liquidazione o è già estinta», ossia quando la casa madre sparisce.
Inoltre, l'articolo 29 modificato stabilisce un ricorso di riforma di 10 giorni lavorativi contro le risoluzioni di cancellazione, che l'autorità competente deve risolvere entro 30 giorni lavorativi. Contro tale risoluzione non è possibile presentare ulteriori ricorsi amministrativi, rimanendo aperta unicamente la via giudiziaria.
Una disposizione transitoria consente agli uffici di rappresentanza e alle filiali che desiderano effettuare commercio al dettaglio o investimenti di trasformarsi in aziende di capitale completamente straniero ai sensi della Legge sugli Investimenti Stranieri, attraverso una procedura accelerata per le domande presentate nei tre mesi successivi all'entrata in vigore del decreto.
Nella stessa Gaceta n. 82 è stata pubblicata la , firmata dal ministro Óscar Pérez-Oliva Fraga il 23 settembre.
Quella risoluzione regolamenta l'importazione di merci senza carattere commerciale da parte di rappresentanze straniere e abroga la precedente Risoluzione 73 dell'aprile 2021.
Tra i beni che le rappresentanze possono importare senza finalità commerciali figurano arredi e attrezzature per i loro uffici, materiali da costruzione ed elettrici per la manutenzione, forniture e strumenti professionali, pezzi di ricambio per attrezzature e veicoli, articoli promozionali e campioni commerciali.
Per effettuare queste importazioni, le rappresentanze devono presentare presso l'Agenzia delle Dogane della Repubblica una dichiarazione giurata firmata dalla loro massima autorità a Cuba e versare i diritti doganali corrispondenti.
Ambas norme si inseriscono nel pacchetto di 176 trasformazioni economiche e sociali presentato da Marrero Cruz all'Assemblea Nazionale nel giugno del 2026, descritto dallo stesso regime come il maggiore tentativo di riforma strutturale dal Periodo Speciale.
Il Decreto 183 stesso cita questo quadro come giustificazione: «Come risultato delle Trasformazioni Economiche e Sociali approvate, è necessario ampliare l'ambito delle attività da svolgere dalle filiali stabilite nel territorio nazionale».
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