Gran Maestro Lázaro Bruzón: in Cuba «abbiamo il peggio in economia... il peggio nell'ordine sociale»

Lázaro BruzónFoto © Facebook / Lazaro Bruzon

Il Gran Maestro di scacchi Lázaro Bruzón ha pubblicato questo domenica un video nel suo profilo Facebook in cui definisce apertamente Cuba come una «dittatura senza alternanza» e afferma che l'isola «ha il peggio in economia» e «il peggio nell'ordine sociale».

Nel reel di circa un minuto e mezzo, Bruzón parte da un presupposto semplice: i paesi che funzionano bene condividono tratti comuni. «Hanno un'economia com'è, libera, un'economia di mercato che incentiva l'imprenditorialità, il mercato, l'innovazione, e viene rispettata la proprietà privata», sottolinea.

A isso si aggiunge, sul piano politico, la democrazia, con tutte le sue funzionalità e attributi: «C’è separazione dei poteri, si rispetta il pensiero di ognuno, le minoranze, le libertà individuali […] il potere si alterna, ognuno può formare il proprio partito, si tengono elezioni ogni certo periodo, non ci sono incarichi a vita, e quei paesi funzionano bene».

Contro quel modello, presenta la realtà cubana senza giri di parole: «A Cuba sappiamo cosa succede, abbiamo il peggio nell'economia, abbiamo il peggio nell'ordine sociale, che è una, beh, ecco, una dittatura senza alternanza».

La metafora scacchistica che chiude il video è tanto diretta quanto devastante. Bruzón compara Cuba a un giocatore che inizia la partita con un pezzo in meno: «Io gioco una partita con un pezzo in meno e quindi perderò tempo, perché sono in una situazione di enorme svantaggio, sto contraddicendo tutte le leggi logiche e sensate, e poi mi chiedo perché perdo».

Y remata: «Devo perderlo evidentemente perché sto violando tutte le leggi, i principi degli scacchi, le fondamenta. E poi, inoltre, voglio cercare tutte le scuse [...] ho perso senza accettare che sto giocando con un pezzo in meno. Questo è esattamente ciò che accade a Cuba».

Il pronunciamento si aggiunge a una sequenza di dichiarazioni che il maestro di scacchi ha mantenuto nel 2026 con un'intensità crescente. A febbraio ha accusato il regime di aver «affondato» il paese dal 1959; ad aprile ha definito i suoi dirigenti persone «malate di potere» che «hanno sempre sacrificato il popolo per i loro interessi personali; a maggio ha denunciato che l'indoctrinamento «porta al fanatismo» e «impossibilita il pensiero critico»; e a giugno ha sostenuto che «i cubani liberi parliamo da profili reali», in un critico riferimento ai «cibercombatientes» del regime.

A inizio di questo mese, Bruzón ha vissuto un altro episodio che illustra il costo personale della sua posizione: ha denunciato che sua madre è stata maltrattata in un negozio a Las Tunas a causa delle opinioni politiche che lui esprime dall'esilio, e ha definito la sua provincia natale come «vanguardia in chivatos e come-candelas». Ha ribadito in più occasioni che non tornerà a Cuba finché il paese non sarà libero e democratico.

Bruzón, nato a Holguín nel 1982, ha ottenuto il titolo di Grande Maestro a 17 anni, è stato campione mondiale giovanile under 20 nel 2000 e ha vinto il Campionato di Cuba in sei occasioni, con un picco di Elo di 2.717 nel 2012. Ha lasciato l'isola nel luglio del 2018 e dal 2020 compete sotto bandiera americana.

Le cifre confermano la diagnosi tracciata nel video. Secondo il Centro de Estudios de la Economía Cubana (CEEC) dell'Università dell'Avana, il PIL cubano è diminuito del 5% nel 2025, il suo terzo anno consecutivo di calo, con una contrazione accumulata superiore al 15% tra il 2020 e il 2025. L'inflazione su base annua ha raggiunto il 25,19% ad agosto 2026, e secondo l'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani (OCDH), otto cubani su dieci hanno saltato un pasto quotidiano per mancanza di denaro o alimenti.

Il regime attribuisce il deterioramento all'embargo statunitense. Per Bruzón, però, Cuba non perde per cause esterne: da decenni gioca con un pezzo in meno.

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Redazione di CiberCuba

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