
Il Ministero della Salute Pubblica (Minsap) ha riconosciuto che Cuba sta vivendo un aumento simultaneo delle infezioni respiratorie acute, delle malattie diarroiche, delle epatiti e delle arbovirosi, in un contesto caratterizzato dalle limitazioni dell'infrastruttura sanitaria del paese.
En dichiarazioni al programma televisivo Buenos Días, citate questo venerdì dal quotidiano ufficiale Granma, la viceministra della Salute Pubblica, Carilda Peña García, ha indicato che il comportamento di queste malattie rappresenta una delle principali preoccupazioni delle autorità sanitarie.
Sulle malattie diarroiche e le epatiti, la funzionaria ha attribuito la loro diffusione a "limitazioni nei sistemi di saneamento ambientale, trattamento delle acque e raccolta dei rifiuti", un riconoscimento implicito delle carenze nei servizi pubblici gestiti da enti statali.
In materia di arbovirosi, Peña ha confermato che il dengue mantiene una circolazione attiva dei quattro sierotipi del virus, con una prevalenza attuale del sierotipo due, e ha sottolineato che "Cuba è un paese endemico".
La viceministra ha confermato anche la presenza del chikungunya, anche se ha escluso che ci sia un "aumento smisurato" come è stato ipotizzato sui social media.
I dati indipendenti contrastano con il tono moderato del Minsap. Secondo il Global Dengue Observatory della London School of Hygiene & Tropical Medicine, fino ad oggi Cuba ha accumulato 7.133 casi di dengue, una cifra che supererebbe 7,4 volte il livello atteso per questo periodo.
Agosto è stato il mese con il maggior carico, con 3.214 casi stimati. Il picco stagionale si verifica di solito a ottobre, il che anticipa un possibile aggravamento nelle prossime settimane, secondo un'analisi dell'osservatorio.
La crisi non si limita al dengue. All'inizio di settembre, l'Ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana ha emesso un'allerta sanitaria per l'aumento significativo delle malattie diarroiche in tutta l'isola, e ha menzionato patogeni come E. coli, norovirus e Shigella, collegando al contempo il rischio al collasso delle infrastrutture idriche ed energetiche.
Quella stessa allerta ha segnalato focolai di epatite A in almeno sei province: Matanzas, Camagüey, Pinar del Río, Ciego de Ávila, Santiago di Cuba e L'Avana.
In Holguín, l'Organizzazione Panamericana della Salute (OPS) ha recentemente donato 50 attrezzature per la disinfestazione per combattere l'Aedes aegypti nei 14 comuni della provincia orientale, in un contesto aggravato dall'accumulo di rifiuti non raccolti che moltiplica i focolai del mosquito trasmettitore.
In Guantánamo, il municipio di Manuel Tames è stato dichiarato in stato di allerta epidemiologica con 23 casi febbrili settimanali registrati, mentre i municipi di Imías, Baracoa e la città di Guantánamo mantenevano una trasmissione attiva di dengue con più di 30 casi confermati da PCR.
La OPS ha sottolineato ad aprile che la scarsità di combustibile, raticidi, farmaci e forniture operative limita il ripristino ambientale e il controllo dei vettori a Cuba, fattori che la viceministra Peña ha definito "evitabili e controllabili", ma che rispondono a un deterioramento sistemico che il regime non è riuscito a invertire.
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