Addio a Emilio Martínez Venegas, eroe del presidio politico cubano

Emilio Martínez VenegasFoto © Facebook / Jose Bello

Emilio Martínez Venegas, membro fondatore della Brigata di Assalto 2506 e sopravvissuto al carcere politico cubano, è deceduto mercoledì a Miami. La notizia è stata resa nota il giorno successivo da José Bello, anch'egli ex prigioniero politico dell'isola, tramite una nota pubblicata su Facebook.

«Ci rattrista comunicare il decesso avvenuto ieri nella città di Miami del nostro fratello del Presidio Politico Cubano, Emilio Martínez Venegas, conosciuto da molti con il nome di Ernesto Guerra Vidal, utilizzato per infiltrarsi», ha scritto Bello, il quale ha espresso le condoglianze alla famiglia del defunto e ha annunciato che i dettagli delle esequie sarebbero stati resi noti non appena disponibili.

Captura di Facebook / Jose Bello

Natural di Ciego de Ávila, all'epoca territorio della provincia di Camagüey, Martínez Venegas fu membro fondatore del Movimiento de Recuperación Revolucionaria (MRR) e della Brigata 2506, dove portava il numero di brigadista #2521. Nel 1961 si unì al team di infiltrazione clandestina nella provincia di Camagüey, operando sotto il nome di guerra Ernesto Guerra Vidal.

Tras il fallimento dello sbarco della Baia dei Porci, nell'aprile del 1961, si rifugiò nell'Ambasciata del Venezuela a L'Avana. Rimase lì per sei mesi senza riuscire a ottenere il salvacondotto che gli permettesse di lasciare Cuba. Uscito dalla sede diplomatica, tentò un'esfiltrazione per Pinar del Río, operazione nella quale perse la vita il suo compagno Juan Pereira Varela, conosciuto come «Juanín». Catturato dalle autorità del regime, fu processato nella Causa 58 del 1962 e condannato a 30 anni di prigione, dei quali scontò 15, riferisce la nota.

Dentro del Presidio di Isla de Pinos —oggi Isla de la Juventud—, Martínez Venegas portava il numero di recluso #30983 ed era assegnato al Blocco 19 di Lavori Forzati, uno dei regimi più duri del sistema penitenziario politico cubano di quel periodo.

La Commissione Interamericana dei Diritti Umani ha raccolto nel suo rapporto del 1970 numerose denunce sulle condizioni subite dai prigionieri politici cubani, inclusi quelli detenuti nel Reclusorio Nazionale dell'Isola di Pinos: lavori forzati con turni eccessivi, pestaggi, pene corporali, sovraffollamento e altre forme di trattamento crudele e degradante.

Tras la sua liberazione, ampliò la nota, emigrò in Venezuela, dove ricoprì incarichi nella Unione degli Espressi Politici Cubani sin dalla sua fondazione. Successivamente si stabilì a Miami, dove divenne una figura riconosciuta dell'esilio storico cubano. Un cibernauta ricordò nei commenti della pubblicazione che fu «una delle prime persone» che conobbe visitando il Museo della Brigata 2506 a La Piccola Avana, nel 2017. Un altro ex membro della Brigata lo congedò pubblicamente come «amico e Fratello di Lotta della Brigata d'Assalto 2506».

La notizia della sua morte ha generato un'ampia onda di condoglianze sui social media. Compagni di lotta, familiari e compatrioti lo hanno salutato con parole di profondo riconoscimento. «Un altro combattente che muore senza vedere Cuba libera», ha scritto un utente. Un altro lo ha descritto come «un connazionale della vecchia generazione che ha messo a repentaglio la vita per impedire la consolidazione della dittatura castrista».

La partenza di Martínez Venegas avviene in un momento in cui Cuba registra, secondo le organizzazioni per i diritti umani, 1.339 prigionieri politici, un dato record che rende particolarmente dolorosa la memoria di coloro che, come lui, hanno subito la repressione del regime sin dalle sue prime decadi e hanno dedicato tutta la propria vita alla causa della libertà dell'Isola. 

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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