La procura si oppone alla libertà provvisoria di Cilia Flores e avverte che potrebbe trascorrere il resto della sua vita in prigione

Nicolas Maduro e Cilia Flores (foto di archivio)Foto © Instagram / @florescilia

La Procura del Distretto Sud di New York ha presentato questo giovedì un memorandum formale opponendosi al trasferimento in detenzione domiciliaria di Cilia Flores, ex prima donna del Venezuela e moglie di Nicolás Maduro, definendola un «rischio estremo di fuga» e un «pericolo per la comunità».

Flores è rimasta detenuta nel Centro di Detenzione Metropolitano di Brooklyn dal 3 gennaio 2026, quando è stata arrestata insieme a Maduro durante un'operazione delle forze statunitensi a Caracas ed è stata trasferita a New York per affrontare accuse federali.

Il argomento centrale dei pubblici ministeri è deciso. Secondo quanto riporta CNN, Flores rischia una condanna minima di 40 anni se dovesse essere giudicata colpevole, il che, combinato con la sua età di 69 anni, significherebbe in pratica trascorrere il resto della sua vita dietro le sbarre.

Secondo il memorandum, quella prospettiva «», e risulta «particolarmente forte» dato il suo profilo.

I pubblici ministeri hanno anche avvertito che, se venisse messo in libertà, Flores non solo rappresenterebbe un rischio di fuga ma anche un pericolo attivo, poiché «potrebbe tentare di intimidire direttamente testimoni e vittime» in Venezuela.

Il documento ricorda inoltre che entrambi gli accusati «hanno fatto ricorso alla violenza estrema per promuovere il loro traffico di droga e corruzione, ordinando sequestri, pestaggi e omicidi».

Flores e Maduro affrontano accuse di cospirazione per narcoterrorismo, importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi, e cospirazione per possedere armi da guerra. Entrambi si sono dichiarati innocenti.

La richiesta di arresti domiciliari era stata presentata a metà settembre dagli avvocati di Flores al giudice federale Alvin K. Hellerstein, dopo il fallimento di precedenti negoziati con la stessa Procura.

La difesa ha sostenuto che lo stato di salute della sua assistita è notevolmente deteriorato: ha perso più di 11 chilogrammi, ha subito un episodio di intensa pressione al petto a luglio, e i medici esterni non escludono che possa essere stato un lieve infarto, e dorme appena tre o quattro ore al giorno condividendo lo spazio con più di 40 detenute.

Come alternativa, gli avvocati hanno proposto di trasferirla in una residenza privata a Manhattan con sorveglianza armata 24 ore su 24, monitoraggio GPS, visite ristrette e chiamate telefoniche interceptate, con tutti i costi a carico della stessa Flores.

I pubblici ministeri hanno respinto tale argomento medico ritenendolo infondato, sottolineando che il cateterismo cardiaco invocato dalla difesa «è stato proposto solo come condizione per la sua liberazione».

Il giudice Hellerstein ha ordinato di sigillare la storia medica di Flores a metà settembre, dopo aver constatato che la richiesta di arresti domiciliari includeva documenti medici non protetti.

Ora la difesa ha tempo fino al 30 settembre per rispondere al memorandum fiscale, e il giudice Hellerstein ha fissato un'udienza definitiva sulla richiesta per l'8 ottobre.

Il processo si trova in fase preliminare al processo, il cui inizio è previsto per il 1 giugno 2027, con un'udienza aggiuntiva programmata per il 17 novembre riguardo alle mozioni di rigetto per immunità sovrana presentate dalle difese di entrambi gli accusati.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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