
La difesa di Cilia Flores ha presentato mercoledì al giudice federale Alvin K. Hellerstein a New York una richiesta formale di arresti domiciliari, sostenendo che lo stato di salute della sua assistita è notevolmente deteriorato dalla sua entrata nel Centro di Detenzione Metropolitano di Brooklyn, dove rimane detenuta dal 3 gennaio.
Secondo CNN, gli avvocati Mark E. Donnelly e Andrés Sánchez hanno costruito la loro richiesta su tre pilastri: una patologia cardiaca preesistente che si è aggravata in prigione, un deterioramento fisico generale documentato e argomenti di immunità internazionale.
Il cuore dell'argomento: la salute cardiovascolare
Prima della sua cattura, Flores soffriva di un prolasso della valvola mitrale e riceveva un trattamento mensile con iniezioni che non ha potuto continuare in prigione. Invece, il team medico del carcere gli ha prescritto aspirina per bambini, una statina, diltiazem e nitroglicerina per controllare gli episodi di dolore al petto.
Il punto più critico del documento è un episodio avvenuto il 29 luglio: Flores ha sofferto di una intensa pressione al petto che è durata trenta minuti e che i consulenti medici esterni non escludono possa essere stata un lieve infarto, sebbene non ci sia una conferma medica ufficiale in merito.
«Senza effettuare un ecocardiogramma aggiuntivo per confrontare la funzione cardiaca con quella dei suoi esami precedenti, non è chiaro quale sia l'entità del danno coronarico che potrebbe aver subito», hanno avvertito gli avvocati nel documento legale.
I medici hanno inoltre raccomandato di eseguire un cateterismo cardiaco che potrebbe portare a procedure aggiuntive più invasive. La difesa sostiene che una prigione federale non offre le condizioni necessarie per riprendersi da quel tipo di intervento.
Deterioramento fisico documentato
Más allá del cuore, il testo descrive un quadro di deterioramento generalizzato: Flores ha perso più di 11 chilogrammi da gennaio, ha perso due molari, soffre di reflusso e gastrite persistente, tachicardia occasionale, difficoltà respiratorie e vertigini. Dorme appena tre o quattro ore al giorno, condividendo lo spazio con più di quaranta detenute.
La difesa ha anche rivelato che durante i primi tre mesi di detenzione, Flores è stata mantenuta in isolamento, periodo in cui «non ha potuto comunicare in modo efficace con nessuno, tranne che con i suoi avvocati».
La proposta alternativa e l'argomento di immunità
Come soluzione, gli avvocati propongono di trasferirla in una residenza privata all'interno del distretto giudiziario di Manhattan sotto sorveglianza armata 24 ore su 24, monitoraggio GPS, visite ristrette, telefonate intercettate e ispezioni senza preavviso. Flores ha inoltre offerto di coprire i costi del trasferimento e di consegnare il suo passaporto.
Il documento incorpora anche argomenti di immunità internazionale, in linea con la strategia adottata dalla difesa di Maduro, che pochi giorni prima aveva chiesto al giudice Hellerstein di rigettare completamente l'accusa sostenendo l'immunità sovrana.
Il governo degli Stati Uniti si è opposto alla richiesta di arresti domiciliari. La procura federale di Manhattan non ha ancora presentato una risposta formale scritta, e nemmeno il giudice si è pronunciato sulla richiesta.
In parallelo, il giudice Hellerstein ha ordinato di mantenere sotto sigillo la storia clinica di Flores presentata a sostegno della richiesta, sottolineando che «i tribunali di questo circuito autorizzano regolarmente la presentazione di storie cliniche sotto sigillo».
Flores, di 69 anni, e Maduro, di 63, affrontano accuse di traffico di droga, riciclaggio di denaro, corruzione e cospirazione per importare cocaina nel territorio statunitense, di cui entrambi si sono dichiarati innocenti. Un'udienza per discutere le mozioni di archiviazione è fissata per il 17 novembre, mentre l'inizio del processo è stato programmato per il 1 giugno 2027.
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