La deputata del Partito Popolare (PP), Belén Hoyo Juliá, ha pronunciato questo mercoledì uno dei discorsi più incisivi su Cuba che siano stati tenuti nel Congresso dei Deputati di Spagna, rispondendo a una proposta non di legge di Sumar che esortava il Governo a guidare la difesa dell'isola nell'Unione Europea contro l'embargo statunitense.
Una proposta non di legge (PNL) è un'iniziativa parlamentare attraverso la quale una camera, in questo caso il Congresso dei Deputati, esprime la propria posizione su un tema o invita il Governo a intraprendere un'azione specifica.
Sumar ha lanciato l'iniziativa per sollecitare il Governo di Pedro Sánchez a guidare la difesa di Cuba nell'Unione Europea contro il «blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti» all'isola. La proposta non è stata approvata, ha ricevuto 163 voti a favore, 170 contrari e 13 astensioni.
Il discorso di Belén Hoyo su Cuba
Il discorso della deputata del PP per Valencia è diventato virale sui social media dei cubani. Il video è stato condiviso su Facebook da diversi oppositori, tra cui José Daniel Ferrer García, fondatore della UNPACU.
Hoyo Juliá ha aperto il suo intervento sottolineando che l'iniziativa di Sumar non conteneva nemmeno una volta le parole «dittatura», «prigionieri politici», «censura», «repressione» né «persecuzione».
«Non è un problema di disinformazione, è un problema di scelta. E voi avete scelto di stare con i carnefici invece di stare con le loro vittime», ha affermato Hoyo di fronte all'assemblea.
Dirigendosi direttamente al deputato di Sumar Enrique Santiago, la parlamentare popolare non risparmiò l'ironia.
«Quanto è facile difendere la rivoluzione cubana dalla democrazia spagnola. Quanto è facile elogiare un sistema a partito unico da un seggio ottenuto in elezioni libere.»
La frase diretta a Sumar che ha catturato l'essenza del discorso è stata un contrasto devastante: «Per voi, libertà; per i cubani, repressione; per voi, pluralismo; per i cubani, partito unico; per voi, alternanza; per i cubani, rassegnazione», ha detto la valenciana.
Hoyo è stato diretto nel definire la natura del regime: «Cuba è una dittatura, una dittatura che da oltre sei decenni nega a intere generazioni la democrazia e la libertà», ha detto e ha inoltre respinto l'appropriazione del concetto di «popolo cubano» da parte dei promotori dell'iniziativa.
«Il popolo cubano non è il regime castrista. Il popolo cubano sono coloro che sono stati perseguitati e zittiti da quel regime. Il popolo cubano sono quelli che sono ancora lì, sull'isola, con paura, ma sono anche coloro che hanno dovuto fuggire e scegliere tra la loro terra o la loro libertà.»
Il discorso ha incluso una critica diretta al PSOE e ai suoi leader storici. Secondo Hoyo, «Zapatero ha trovato nella complicità con determinate dittature latinoamericane un modo per fare affari», mentre «Pedro Sánchez ha trovato un nuovo modo di governare, in cui va bene tutto se serve per rimanere al potere».
Nello stesso dibattito, Santiago aveva sostenuto che il popolo cubano sta «venendo lentamente sterminato» a causa dell'embargo e che gli Stati Uniti generano «una crisi umanitaria» nell'isola.
Il dibattito si svolge in un contesto di crescente pressione internazionale sul regime cubano. Nel giugno del 2026, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che ha chiesto sanzioni individuali contro Díaz-Canel e i dirigenti di GAESA, con 283 voti favorevoli.
Hoyo ha concluso il suo intervento con un messaggio di speranza rivolto sia ai cubani che ai nicaraguensi e venezuelani.
«Arriverà un giorno in cui i cubani, i nicaraguensi e i venezuelani potranno votare liberamente. E quel giorno, alcuni di noi qui potranno guardarli negli occhi e dire che siamo stati con loro a difendere la democrazia e la libertà, che non abbiamo mai giustificato, abbellito o mascherato il regime che li opponeva.»
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