Il governante cubano Miguel Díaz-Canel è arrivato mercoledì negli studi di Radio Rebelde intorno alle 7:00 del mattino e ha annunciato il prossimo lancio di «Criterio Compartido», un nuovo programma radiofonico che condurrà insieme alla giornalista Bárbara Betancourt.
Secondo il profilo ufficiale della Presidenza di Cuba su X, lo spazio sarà «un luogo per dialogare sulla realtà di Cuba», una descrizione che il regime ha diffuso senza specificare la data di inizio né la periodicità del programma.
Durante la visita, il mandatario ha visitato le strutture dell'emittente e ha scambiato idee con il collettivo della rivista «Haciendo Radio».
La scelta di Radio Rebelde -quella con il maggiore raggio d'azione e una storia simbolica all'interno del sistema statale cubano- e di una giornalista di alto profilo come co-conduttrice, punta a una strategia di legittimazione comunicativa in un momento di profonda crisi economica e sociale nell'Isola.
Betancourt, da parte sua, è una figura veterana dei media ufficiali cubani. Ha lavorato anche in Radio Habana Cuba e è consigliera, sceneggiatrice e partecipante del programma televisivo Mesa Redonda. Ad agosto ha ricevuto il Premio Nazionale di Radio, il massimo riconoscimento del settore a Cuba. Lo stesso Díaz-Canel l'ha congratulata pubblicamente a luglio.
L'annuncio di «Criterio Compartido» arriva dopo che Díaz-Canel ha abbandonato silenziosamente la sua precedente avventura come conduttore: il podcast «Desde la Presidencia», lanciato a marzo 2024, con il quale è riuscito a produrre 32 episodi.
L'ultimo episodio identificato di quel podcast, dedicato all'aumento delle tariffe di ETECSA, è stato trasmesso a giugno 2025. Da allora, più di 15 mesi fa, non è stato pubblicato un nuovo episodio né ci sono stati annunci ufficiali riguardo alla sospensione del formato. Il podcast è caduto nell'oblio senza una spiegazione pubblica.
Ora, invece di un formato digitale, il governante punta sulla radio tradizionale con la produzione dell'emittente più emblemática del sistema statale.
Nel corso di quest'anno, ha moltiplicato le sue apparizioni nei mezzi ufficiali: è comparso in diretta nazionale a febbraio e marzo, ha incontrato più di 80 rappresentanti di mezzi statali, ha rilasciato interviste a NBC News, RT e media latinoamericani, e ha portato la sua versione della crisi cubana alla televisione dominicana.
Il modello è chiaro: mentre Cuba sta attraversando una delle sue peggiori crisi in decenni - con blackout prolungati, scarsità diffusa e un'esodo di massa della popolazione - il regime intensifica la propria presenza nei media che controlla per cercare di plasmare la narrativa sulla situazione del paese.
Radio Rebelde è stata fondata il 24 febbraio 1958 nella Sierra Maestra ed è considerata dallo stesso sistema statale come «la prima e la principale emittente informativa della Radio Cubana». Che Díaz-Canel scelga proprio quel contesto per il suo nuovo programma non sembra casuale: è la piattaforma con il maggiore carico simbolico disponibile all'interno dell'apparato mediatico del regime.
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