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Il presidente Miguel Díaz-Canel ha congratulato venerdì la giornalista Bárbara Betancourt Abreu per aver ricevuto il Premio Nazionale di Radio 2026, riconoscimento che il regime cubano le ha conferito giovedì attraverso l'Istituto di Comunicazione Sociale (ICS), in onore di oltre quattro decenni di lavoro ininterrotto al servizio dei media statali dell'Isola.
A través de il suo account sul social network X, il governante ha definito il premio come «molto meritato» e ha descritto Betancourt, conosciuta come «Baby» tra colleghi e sostenitori, come qualcuno che «ha trasformato la sua voce in una messaggera sensibile e convincente della verità di Cuba».
Lo que Díaz-Canel chiama «la verità di Cuba» è, in pratica, la narrativa ufficiale del Partito Comunista: Betancourt è da decenni alla guida di spazi mediatici progettati per difendere la politica informativa del regime, non per informare in modo indipendente.
Secondo la nota diffusa dal giornale ufficiale Granma, l'ICS ha sottolineato che Betancourt è riconosciuta per il suo «attaccamento alla verità senza mezze misure» e per la sua «incondizionalità» —termini che nel contesto cubano equivalgono a lealtà incondizionata al governo—, e che «è e sarà sempre una donna della Radio».
Betancourt ha iniziato la sua carriera in Radio Habana Cuba nel 1979, da studentessa universitaria di Giornalismo, e da allora non ha mai abbandonato quella emittente internazionale. Ha anche lavorato in Radio Rebelde, dove ha condotto il programma Chapeando Bajito, dedicato espressamente alla difesa della politica informativa dello Stato.
Dal 2012 ha ampliato la sua presenza nel Sistema Informativo della Televisione Cubana, dove lavora come consulente e sceneggiatrice del Canal Caribe e come ospite della Mesa Redonda, il principale spazio di propaganda dello Stato cubano, trasmesso ogni sera su Cubavisión e classificato da osservatori internazionali come un forum di indottrinamento governativo.
Il passato di Betancourt include episodi che illustrano chiaramente il suo ruolo di portavoce del regime. Nel luglio del 2021, da Chapeando Bajito, ha attaccato l'iniziativa umanitaria #SOSMatanzas, definendola una «campagna che appare molto ben delineata» con intenti di «aggressione» e «intervento militare». Di fronte a coloro che chiedevano aiuto per i cubani, ha dichiarato senza mezzi termini: «Di fronte al discorso umanitario non posso fare altro che ridere».
Ese mismo mese, tuttavia, lo stesso governo cubano la disautorizzò pubblicamente dopo aver evocato Fidel Castro in un contesto legato al tennis e alle scarpe da ginnastica, un episodio che ha evidenziato le contraddizioni interne dell'apparato mediatico ufficiale.
Nel giugno del 2025, insieme alla collega giornalista ufficialista Arleen Rodríguez Derivet, negò le proteste studentesche contro l'aumento delle tariffe di ETECSA, accusando i media indipendenti di diffondere «fake news di manuale».
La pratica di Díaz-Canel di congratularsi pubblicamente su X con figure culturali e giornalistiche favorevoli al governo è ricorrente. Nell'aprile del 2026 ha fatto lo stesso con il cantautore Amaury Pérez Vidal al ricevere il Premio Nazionale di Musica, un modello che rivela come il regime utilizzi i social media per legittimare le sue figure più fedeli.
El Premio Nazionale della Radio a Cuba non riconosce il giornalismo indipendente —che nell'Isola è perseguitato, incarcerato o costretto all'esilio— ma piuttosto la fedeltà al sistema. Un precedente recente è quello del giornalista Pedro Martínez Pírez, figura storica di Radio Habana Cuba e anche lui insignito di questo premio, che è deceduto nel novembre 2024 all'età di 86 anni dopo decenni di difesa della narrativa ufficiale.
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