Un cubano identificato come Eduanny Álvarez ha raccontato in un video di TikTok come è sopravvissuto a un diagnosi di cancro allo stadio 4 che nel 2021 gli lasciava appena un 10% di probabilità di vita, e ha attribuito la sua guarigione alla fede in Dio.
«Ho avuto un cancro di stadio 4. I medici non contavano su di me, mi davano solo un 10% di possibilità di vita. Quindi, la situazione era davvero brutta», ha raccontato Álvarez nel suo testimonio, pubblicato a fine agosto.
L'uomo ha spiegato che né lui né sua moglie professavano alcuna fede religiosa quando ricevettero la notizia. Di fronte a una previsione così cupa, la coppia prese una decisione che, secondo lui, cambiò tutto: «Quando il medico ci ha dato la notizia che aveva solo il 10% di vita, abbiamo deciso di affidarci al Signore. Abbiamo deciso di inginocchiarci, abbiamo deciso di pregare».
Ciò che è accaduto dopo, secondo il suo racconto, ha lasciato senza risposta gli stessi specialisti.
«Il giorno dopo tutto è scomparso, il cancro è scomparso, la febbre è scomparsa, tutto. Non hanno spiegazioni su come sia successo. I medici non sanno come sia successo», ha affermato Álvarez.
Dal punto di vista medico, il cancro in stadio 4 è il stadio più avanzato della malattia, quando il tumore si è diffuso a organi distanti. I tassi di sopravvivenza a cinque anni variano a seconda del tipo: nel cancro colorettale metastatico possono essere inferiori al 13%, mentre nel cancro ai polmoni si aggirano attorno all'8%. La remissione spontanea —recupero senza spiegazione medica chiara— è un fenomeno estremamente raro, ma riconosciuto e documentato nella letteratura scientifica.
Álvarez non ha specificato nel video il tipo di cancro di cui ha sofferto né il paese in cui ha ricevuto cure mediche.
L'uomo ha raccontato di aver registrato la testimonianza spinto da una convinzione interna che non gli dava pace: «Guardate, signori, devo fare questo video, perché lo Spirito Santo dentro di me non mi lascia tranquillo, non mi fa pensare. È una voce dentro di me che mi dice: devi dirlo, devi dirlo».
Ha anche riconosciuto di non sapere a chi fosse destinato il messaggio: «Non so per chi sia questo messaggio. Non so per chi. Lo Spirito Santo mi sta dicendo: devi condividerlo».
Il video si inserisce in una tendenza documentata tra cubani all'estero che condividono testimonianze di fede e di superamento personale sulle piattaforme digitali, specialmente negli Stati Uniti, dove la comunità emigrata combina frequentemente narrazioni di difficoltà con messaggi di speranza religiosa.
Altri cubani hanno fatto ricorso ai social per raccontare le proprie battaglie contro malattie gravi, come una cubana che lotta contro il cancro negli Stati Uniti e la cui testimonianza ha suscitato una vasta reazione sui social.
Il cosiddetto appello finale di Álvarez è stato diretto e senza fronzoli: «Vi dico solo una cosa: cercate il Signore. Qualsiasi problema stiate affrontando, affidate la vostra vita al Signore, mettete i vostri problemi, le vostre paure, le vostre malattie, qualsiasi cosa, confidate nel Signore, inginocchiatevi, pregate e affidate il vostro cuore al Signore, e lui vi risponderà come ha risposto a me».
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