
Il navigatore Christian Arbolaez ha lanciato questo lunedì un appello urgente su Facebook per raccogliere aiuti a favore di Alessandro, un giovane cubano di 24 anni diagnosticato con un tumore cerebrale, secondo le informazioni fornite dalla famiglia del paziente e diffuse attraverso .
La frase di apertura del messaggio riassume l'angoscia di chi circonda il giovane: «Alexandre Montalvo Pedroso ha solo 24 anni».
Il caso si aggiunge a un modello che si ripete frequentemente a Cuba: famiglie che, di fronte all'incapacità del sistema sanitario di garantire trattamenti oncologici o neurochirurgici adeguati, si rivolgono ai social media per chiedere solidarietà.
La crisi cronica di forniture mediche, farmaci e attrezzature ospedaliere colpisce in modo particolarmente severo i pazienti con tumori cerebrali, che necessitano di diagnosi tramite risonanza magnetica o tomografia, chirurgia specialistica, radioterapia e chemioterapia.
Per un giovane di quell'età a Cuba, la situazione è particolarmente difficile. La neurochirurgia oncologica richiede attrezzature di alta specializzazione che gli ospedali cubani non possono garantire in modo costante, e i trattamenti successivi dipendono da materiali che il regime non assicura.
In molti casi, le famiglie cercano di trasferire il paziente all'estero —generalmente in Messico, Spagna o Stati Uniti— per ricevere cure, il che comporta costi molto elevati e giustifica le campagne di aiuto pubblico.
Questo non è il primo caso di questo tipo che commuove la comunità cubana online. Nell'aprile del 2023, un adolescente di 15 anni a Camagüey con astrocitoma di grado 1 nel tronco cerebrale aveva bisogno di un catetere per idrocefalia dopo tre interventi precedenti. Nello stesso anno, un bambino di tre anni a Santiago di Cuba con un tumore cerebrale non poteva essere operato per mancanza di attrezzature in ospedale.
In dicembre 2025, si chiese aiuto per un cubano operato al cervello che viveva per strada senza che nessuno si prendesse cura di lui. Le campagne di raccolta fondi sui social media e sulle piattaforme di crowdfunding sono diventate il meccanismo abituale a cui queste famiglie si rivolgono quando lo Stato non può - o non vuole - rispondere.
Chiunque desideri conoscere maggiori dettagli sulla situazione di Alessandro o contribuire con la sua famiglia può accedere al post originale su Facebook, dove sono condivise le informazioni di contatto fornite dai suoi cari.
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