Una cubana residente in Brasile conosciuta su TikTok come Soilen ha pubblicato un video che è diventato virale tra la comunità cubana smontando l'immagine idealizzata che molti hanno del paese sudamericano come meta migratoria.
Nel video di due minuti pubblicato l'1 settembre, Soilen avverte che coloro che pensano di emigrare in Brasile credendo che «qui è tutto facile» —perché non ci sono blackout e c'è cibo— si troveranno di fronte a un brusco contrasto con la realtà.
«Fai impazzire tutti in Cuba per venire qui e la gente crede che sia tutto facile perché non manca la corrente e c'è da mangiare», dice nel video, per poi specificare immediatamente: «Qui c'è da mangiare, non manca la corrente, ma la vita qui è piena di dolore».
La creatrice dettaglia aspetti concreti che i cubani tendono a ignorare prima di emigrare: i servizi di estetica —saloni per unghie, parrucchieri, epilazione— hanno un costo che i nuovi arrivati difficilmente possono sostenere.
«Qui, se non mi metto le unghie e non mi faccio queste striature e non mi curo, non posso andare in nessun salone, perché qui tutto ciò costa soldi», spiega.
Tampoco sfugge all'attenzione medica. Soilen avverte che per vedere un dentista possono esserci attese fino a quattro mesi: «Se hai una carie o perdi un dente, devi aspettare quattro mesi affinché il medico ti veda».
Uno dei momenti più commentati del video è il suo avvertimento a chi emigra dopo la quarantena: «Se vieni con più di 40 anni, in due settimane ti ritrovi con 80 anni in più», un'allusione allo stress e all'invecchiamento accelerato provocati dallo shock migratorio.
Soilen chiarisce che la sua intenzione non è dissuadere nessuno. «Non dico di non venire, ma chiarisco com'è la situazione qui in Brasile», ha scritto nella descrizione del video. Il suo messaggio è che le persone debbano arrivare preparate e non «ingannatissime»: «La gente deve confrontarsi con la realtà».
La destinazione preferita all'interno del paese è il sud, in particolare Curitiba, dove molti arrivano con posti di lavoro già concordati. La rotta più frequente passa per la Guyana, grazie alla minore richiesta di visto, con ingresso nel territorio brasiliano attraverso Roraima o Amapá.
Il video di Soilen non è un caso isolato. Altri testimonianze di cubane in Brasile sono proliferate sui social network avvertendo riguardo al costo della vita, alla barriera linguistica del portoghese e alla precarietà lavorativa iniziale, generando dibattito tra chi apprezza l'onestà e chi rifiuta i messaggi che considera «negativi».
«Qui, anche per comprare una coperta per coprirsi, ci vuole fatica», chiuse Soilen, riassumendo in una frase la distanza tra la Cuba che si lascia alle spalle e il Brasile che si incontra all'arrivo.
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