
Il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha incontrato questo martedì il presidente colombiano Abelardo De la Espriella a Barranquilla per siglare i cosiddetti Accordi di Barranquilla, un pacchetto di misure di sicurezza e investimento che segna il rilancio formale della relazione bilaterale tra i due paesi dopo anni di tensione durante l'era di Gustavo Petro.
Fu la prima visita di alto livello che De la Espriella ricevette da quando assunse la presidenza il 7 agosto, e scelse di accoglierla nella sua città natale.
L'incontro si è svolto in un clima di cordialità che ha incluso un dettaglio personale: Rubio ha ricordato, tra risate, che entrambi si conoscono da prima della politica.
«Due anni e mezzo fa siamo stati allo stesso tavolo a un matrimonio nel sud della Florida», ha detto il segretario di Stato, che ha parlato in spagnolo durante la conferenza stampa congiunta, che non ammetteva domande.
Rubio ha anche sottolineato l'importanza strategica dell'incontro: «Le opportunità che esistono tra Colombia e Stati Uniti sono molto più che semplicemente sicurezza».
De la Espriella ha riassunto gli obiettivi concordati in tre assi: «ricostruire la patria, recuperare l'economia e blindare il emisfero».
Il primo punta al recupero delle zone devastate dal terremoto di magnitudo 7,4 del 10 agosto, con epicentro a San José del Palmar, Chocó, che ha causato almeno 294 morti, 320 dispersi e oltre 115.000 persone colpite, con capitale nordamericano come leva per la ricostruzione.
Il secondo asse mira ad attrarre investimenti statunitensi in infrastrutture, abitazioni ed energia, in cambio di disciplina fiscale e miglioramenti nella sicurezza giuridica.
Il terzo, forse il più denso di impegni concreti, ruota attorno alla lotta contro il narcotraffico.
De la Espriella ha confermato che la Colombia è già parte dello Scudo delle Americhe, la coalizione antidroga fondata da Trump nel marzo del 2026 che comprende 18 paesi, e che verrà creata una sede di lavoro a Medellín.
Il presidente ha presentato anche il suo «Piano Patriota XXI secolo» per modernizzare radar, droni e intelligenza militare con il supporto di Washington.
«La Colombia metterà a disposizione risorse proprie, [ma] abbiamo bisogno dell'iniezione dagli Stati Uniti. Lavoreremo nella lotta contro il narcotraffico. Fumigheremo. Andremo contro le organizzazioni armate», ha affermato.
Il suo messaggio sui gruppi criminali è stato ancora più diretto: «Bandito che non si sottomette, lo faremo fuori. È una prigione o una tomba».
In ambito economico, Rubio e il cancelliere colombiano Omar Bula hanno firmato due memorandum di intesa: uno sui minerali critici e terre rare —che mira a posizionare la Colombia come partner nelle catene delle tecnologie pulite, delle batterie e dell'infrastruttura elettrica, senza concedere diritti di sfruttamento agli Stati Uniti— e un altro sull'energia nucleare di uso civile, che apre uno spazio per un dialogo tecnico e graduale.
Entrambi gli accordi si inseriscono nella strategia di Washington per ridurre la sua dipendenza dalla Cina per quanto riguarda i materiali strategici.
Sulla migrazione, De la Espriella ha allineato la sua posizione a quella dell'amministrazione Trump: «Il nostro principio è semplice: migrazione legale, sicura e ordinata. Siamo contro la migrazione illegale».
Rimangono esclusi dagli accordi due questioni in sospeso: la richiesta colombiana di sospendere i dazi del 12,5% che gli Stati Uniti applicano ai loro prodotti —una richiesta che le associazioni imprenditoriali speravano di vedere risolta— e la riapertura del consolato statunitense a Barranquilla, chiuso da più di 30 anni, che De la Espriella ha richiesto personalmente: «È un tema che mi tocca il cuore e l'ho detto al signor secretario».
Al termine della conferenza, il presidente colombiano ha definito l'incontro con una frase che ha sintetizzato il tono della giornata: «È stata una conversazione franca, profonda, strategica e cordiale».
Rubio continua la sua tournée latinoamericana questo mercoledì in Ecuador, dove incontrerà il presidente Daniel Noboa, e giovedì in Perù con la presidente Keiko Fujimori.
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