
A pochi giorni dall'inizio di settembre, Cuba ha raggiunto i 50 femminicidi nel 2026, superando il numero totale registrato durante tutto l'anno precedente.
Il Osservatorio di Genere di Alas Tensas (OGAT) ha confermato due nuovi crimini che portano il conteggio annuale a quella cifra, una in più rispetto ai 49 casi documentati nel 2025.
Le due vittime più recenti sono Yadelaine Roque Torres, di 25 anni, accoltellata il 4 settembre dal suo ex compagno nel villaggio rurale di Sabana, La Caoba, vicino a El Cobre, Santiago di Cuba; e Berta Veitía López, di 64 anni, assassinata il 26 agosto da una persona conosciuta a Nuevitas, Camagüey.
Le cifre del 2026 sono le seguenti: giugno e luglio sono stati i mesi peggiori, con nove omicidi ciascuno; segue maggio (otto); aprile (sette); gennaio e marzo (sei ciascuno); agosto (tre) e febbraio (uno). A settembre, fino a questo momento, si segnala quello di Yanelkys.
Dal 2019, quando l'osservatorio ha iniziato a documentare questi crimini, ha registrato 366 femminicidi a Cuba.
La lista mostra che il 2023 è stato l'anno più letale, con 90 casi, seguito da 56 nel 2024 e 48 nel 2025. Con 50 casi prima della conclusione della prima metà di settembre, il 2026 si preannuncia come il secondo anno più grave da quando le Alas Tensas ha iniziato la sua attività di documentazione.
Il profilo del crimine è coerente: il 83,3 % è perpetrato dal partner o ex-partner della vittima, il 64,6 % viene commesso con arma bianca e il 62,5 % avviene nella casa o nell'ambiente immediato della vittima.
Il solo dato ufficiale disponibile sul fenomeno è quello pubblicato dall'Osservatorio di Cuba sulla Parità di Genere (OCIG/ONEI) ad agosto, che indicava che nel 2025 sono stati giudicati 49 casi di donne vittime di crimine per motivi di genere.
Secondo quel rapporto, La Habana ha registrato il maggior numero di casi, con 12, seguita da Mayabeque, Camagüey e Holguín con sei ciascuna, e Santiago di Cuba con cinque.
Nonostante la gravità del problema, Cuba non considera il femminicidio come reato autonomo nel suo Codice Penale, in vigore da dicembre 2022, dove è stato formulato esclusivamente come aggravante dell'omicidio.
L'Assemblea Nazionale ha respinto un emendamento per includerlo come figura penale indipendente, e il paese è inoltre privo di una legge integrale contro la violenza di genere e di rifugi specializzati per donne a rischio.
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