
Un nuovo femminicidio addolora oggi una famiglia cubana: Yadelaine Roque Torres, di 25 anni, è stata assassinata venerdì sera nella zona di La Caoba, nei pressi del villaggio di El Cobre, Santiago di Cuba, presumibilmente per mano del suo ex compagno.
L'autore del crimine, un uomo con precedenti penali, è stato trovato morto poche ore dopo su un ponte della città, ha riportato su Facebook il giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada.
Secondo diversi testimonianze concordi, Yadelaine è stata aggredita con un'arma bianca ed è stata trasportata d'urgenza per ricevere assistenza medica, ma non è sopravvissuta alle ferite.
Il suo corpo è stato portato alla morgue dell'Ospedale Ambrosio Grillo, a El Cobre, dove sua madre e altri familiari sono rimasti durante le prime ore della mattina di questo sabato.
La giovane madre avrebbe compiuto 26 anni il prossimo 12 settembre, appena una settimana dopo la sua morte.
Uno degli elementi più strazianti del caso è che la figlia di Yadelaine, una bambina di quasi cinque anni da una relazione precedente, avrebbe assistito all'aggressione contro sua madre, secondo le testimonianze di familiari vicini. Il padre della minore risiede al di fuori di Cuba.
Il presunto aggressore è stato identificato come Yorgelis Vidal Ayarde, di 24 anni, ex detenuto e ex partner della vittima.
Ore dopo il crimine, Yorgelis Vidal Ayarde è stato trovato senza vita sul ponte di Marimón, nel distretto José Martí di Santiago di Cuba. Le prime informazioni indicano che si sarebbe tolto la vita, sebbene le circostanze esatte dovranno essere stabilite dalle autorità, che fino a questo momento non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Il padre di Yadelaine, che sarebbe stato poliziotto, ha inoltre indicato che Yorgelis le avrebbe rubato una somma importante di denaro in dollari prima del crimine, sebbene Mayeta Labrada abbia chiarito che tale informazione non è stata corroborata in modo indipendente.
«Due morti. Una notte. Una bambina rimasta senza madre», scrisse Mayeta Labrada riassumendo la tragedia.
Il caso si inserisce in un escalatione sostenuta di femminicidi a Cuba che gli organismi indipendenti documentano in assenza di statistiche ufficiali pubbliche.
Santiago di Cuba ha già accumulato almeno tre casi nel 2026: quello di Yuleidis Sánchez Rodríguez ad Altamira, quello di Rosaidis Donatien a Palma Soriano e quello di Merlin Noay, di 17 anni, a Songo La Maya.
Cuba non dispone di una legge integrale sulla violenza di genere e il femminicidio non è classificato come reato autonomo nel suo Codice Penale, lasciando così le vittime e le loro famiglie senza la protezione legale specifica che tali crimini richiedono.
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