Un rapporto ufficiale rivela che nel 2025 sono stati giudicati 49 casi di femminicidio a Cuba

Slogan contro la violenza di genere (Immagine di riferimento)Foto © Flickr/Lunita Lu

Il Osservatorio di Cuba sulla Parità di Genere (OCIG), sotto l'egida dell'Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione (ONEI), ha pubblicato questo mese i dati ufficiali sulla violenza femminicida nell'isola: 49 donne di 15 anni e oltre sono state vittime di omicidio per motivi di genere in procedimenti giudiziari trattati nel 2025, il che equivale a un tasso di 1,19 per ogni 100.000 donne.

La fonte di questi dati è il Sottosistema di Informazione Statistica Complementare del Tribunale Supremo Popolare (SIEC-TSP), che questa volta pubblica le cifre relative ai casi trattati in sede giudiziaria nel 2025

Chiarisce l'informazione che la statistica non corrisponde alla totalità dei crimini verificatisi in quell'anno, ma a quelli che sono stati processamento davanti alla giustizia, il che implica un disallineamento tra il fatto e la sua trattazione giudiziaria.

Il rapporto segnala che La Habana ha concentrato il maggior numero di casi, con 12, seguita da Mayabeque, Camagüey e Holguín, con sei ciascuna, e Santiago di Cuba, con cinque.

Tra i dati più allarmanti del rapporto ufficiale: il 46,9% delle vittime è stato ucciso dal proprio ex-partner; il 75,5% non aveva un legame lavorativo al momento della morte; e nell'89,7% dei casi il crimine è avvenuto all'interno della propria abitazione.

Inoltre, 32 delle vittime avevano figli minorenni, lasciando 54 bambini e bambine senza il sostegno materno.

Il gruppo di età più colpito è stato quello tra i 20 e i 44 anni, con 38 vittime. Sono stati registrati più casi nelle zone urbane (33) rispetto a quelle rurali (16), sebbene il tasso sia risultato più elevato in campagna, con 1,65 ogni 100.000 donne.

La cifra del 2025 rappresenta un calo rispetto ai 76 casi giudicati nel 2024 —con un tasso di 1,79— e ai 60 del 2023, con un tasso di 1,37. Tuttavia, gli osservatori indipendenti avvertono che la riduzione del dato giudiziario non riflette necessariamente un miglioramento reale della situazione.

Al termine del 2025, l'Osservatorio di Genere di Alas Tensas (OGAT) e Yo Sí Te Creo in Cuba (YSTCC) hanno verificato 48 femminicidi, cifra che entrambe le organizzazioni definiscono sottostimata rispetto ai casi reali, poiché molte morti rimangono non documentate, specialmente durante i prolungati blackout che colpiscono l'isola.

Lo che risulta inequivocabile è la tendenza del 2026: fino al 2 agosto, OGAT contava 46 femminicidi dall'inizio dell'anno, un incremento di circa il 112% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Dal 2019, l'osservatorio ha documentato 359 femminicidi nell'isola. Il modello è coerente: l'83,3% dei casi è perpetrato da partner o ex-partner, il 64,6% con armi bianche e il 62,5% avviene nella casa della vittima.

Il contesto strutturale aggrava il panorama: Cuba è priva di una legge integrale contro la violenza di genere, il femminicidio non è qualificato come reato autonomo nel Codice Penale vigente da dicembre 2022, e il paese non dispone di rifugi specializzati per donne in pericolo.

In aprile 2026, YSTCC ha chiuso per mancanza di risorse, rimanendo OGAT come l'unico osservatorio indipendente attivo che segue i femminicidi a Cuba.

«Queste morti prevenibili evidenziano chiaramente l'urgenza di rifugi a Cuba, per la protezione delle donne, dei loro figli, delle famiglie e della comunità stessa. Di fronte a un femminicida, sono necessarie strutture specializzate nella protezione», ha avvertito OGAT nell'agosto del 2026.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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