
Il Burò Esecutivo del Comitato Provinciale del Partito Comunista a Santiago di Cuba ha nominato questo venerdì Luis Alberto Portuondo Ortega come nuovo direttore del giornale ufficiale Sierra Maestra, in sostituzione di Olga Esther Thaureaux Puertas, che si ritira dopo 38 anni di lavoro ininterrotto in quel mezzo.
L'annuncio è stato pubblicato sull'account ufficiale del giornale su Facebook, dove il Buró ha riconosciuto il percorso di Thaureaux Puertas, che «ha ricoperto diverse responsabilità nell'ambiente, prima come redattrice-reporter, Capo Informazione, Capo Redazione, Vice Direttrice e, dal 2011, Direttrice, con risultati rilevanti in ogni incarico».
Portuondo Ortega ha 34 anni ed è laureato in Giornalismo presso l'Università di Oriente nel 2015.
Secondo la pubblicazione ufficiale, il nuovo direttore «ha ricoperto diverse responsabilità, da redattore-giornalista presso l'emittente Radio Majaguabo, giornalista nel quotidiano Sierra Maestra e, dal 2023, corrispondente del giornale Granma a Santiago di Cuba».
Il cambio avviene in un momento di profonda crisi per la stampa statale cubana. Da marzo 2026, Granma e Juventud Rebelde —i due quotidiani nazionali— vengono stampati solo una volta a settimana, il martedì, con appena otto pagine, dopo l'annuncio del Burò Politico del Partito Comunista di febbraio di quell'anno.
I giornali provinciali, tra cui lo stesso Sierra Maestra, hanno smesso di circolare in formato cartaceo in modo definitivo a partire da quel mese, con la carenza di carta, carburante e risorse finanziarie come giustificazione ufficiale.
Il nuovo direttore del mezzo santiaguero assume il ruolo mentre la stampa ufficiale affronta simultaneamente la fuga di talenti, il calo delle iscrizioni universitarie e il deterioramento materiale dei suoi mezzi.
La crisi del ricambio generazionale è strutturale: la Facoltà di Comunicazione dell'Università dell'Avana ha lanciato una convocazione straordinaria questa settimana per attrarre studenti di altri corsi verso il Giornalismo, a causa del collasso delle iscrizioni che sta attraversando il corso.
I salari bassi continuano a essere uno dei fattori che erodono il giornalismo statale nell'isola. Sebbene le retribuzioni siano state adeguate a luglio del 2026, la nuova scala colloca i giornalisti di livello superiore degli organi di stampa con salari base di 7.045, 7.350 e 7.735 pesos cubani al mese, il che risulta comunque irrisorio considerando che il costo della vita è stimato oltre i 90.000 pesos ogni mese.
Ai salari bassi si aggiungono altri fattori, come l'emigrazione, la censura e le discrepanze con la linea editoriale ufficiale, che contribuiscono all'abbandono delle redazioni e alla perdita di attrattiva della carriera di Giornalismo tra i giovani.
Per rendere il panorama ancora più complicato, a partire dall'anno accademico 2024-2025, le aspiranti a studiare Giornalismo dovranno completare un anno di Servizio Militare Attivo, un requisito eccezionale all'interno dell'istruzione superiore cubana che in precedenza si applicava solo per l'accesso alle Relazioni Internazionali.
Il giornalista cubano in esilio José Raúl Gallego ha definito quella misura come «un colpo al piede che il castrismo si è inflitto nel suo tentativo di garantire un impegno ideologico sopra le competenze professionali».
Il quadro legale chiude qualsiasi opportunità alternativa all'esercizio della professione nei media ufficiali: il Decreto 160, firmato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz ed entrato in vigore il mese scorso, dichiara il giornalismo «attività non autorizzata agli attori economici non statali» e vieta la creazione di giornali, riviste, agenzie di stampa o media indipendenti al di fuori del controllo statale.
Reporteros Sin Fronteras ha collocato Cuba al 160° posto su 180 paesi nella sua Classifica Mondiale della Libertà di Stampa 2026, una posizione che riflette decenni di monopolio informativo e repressione contro la stampa indipendente.
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