Un scienziato cubano ammette che la maggior parte dei suoi colleghi non lavora più nel paese

Manuel Cruz RodríguezFoto © Facebook/Armando Rodríguez Batista

Un giovane scienziato cubano ha riconosciuto che la maggior parte dei professionisti con cui si è laureato non lavora più nel paese, una perdita di capitale umano che ha attribuito, tra le altre ragioni, ai bassissimi salari della ricerca e alla ricerca di migliori condizioni economiche.

Il testimonio di Manuel Cruz Rodríguez, laureato in Matematica e master in Matematica Numerica, è stato divulgato questo giovedì da Armando Rodríguez Batista, attuale ministro della Scienza, della Tecnologia e dell'Ambiente (Citma), come parte di una serie dedicata all'Istituto di Cibernetica, Matematica e Fisica (ICIMAF).

Cruz, che ricopre anche il ruolo di segretario del Consiglio Scientifico dell'ICIMAF, ha parlato apertamente della fuga di professionisti formati a Cuba e delle difficoltà nel mantenerli all'interno del sistema scientifico statale.

Sobre questo tema, ha affermato senza mezzi termini che la maggior parte dei suoi compagni di laurea non lavora più nel paese.

Alcuni hanno proseguito gli studi di master o dottorato all'estero, mentre altri hanno cercato alternative che consentissero di migliorare le proprie condizioni economiche perché, come spiegato dal ricercatore, gli stipendi dedicati alla ricerca risultano insufficienti.

«Sono molto buoni professionisti, riconosciuti e richiesti là fuori, e sono conoscenze che si stanno perdendo nella scienza cubana», ha lamentato Cruz.

La pubblicazione risulta particolarmente significativa perché proviene dal titolare dell'organismo incaricato di dirigere la politica scientifica cubana e riconosce, attraverso la testimonianza di uno dei suoi ricercatori, un problema che per anni ha colpito università e centri di ricerca dell'isola: l'uscita sostenuta di professionisti altamente qualificati.

Il testo istituzionale stesso ammette che «è un imperativo migliorare l'economia delle persone dedicate in Cuba alla scienza» e riconosce la necessità di remunerarle meglio in corrispondenza con il loro contributo e con le condizioni in cui lavorano.

La situazione personale di Cruz riflette alcune di queste difficoltà.

Il matematico ha espresso la sua speranza che nei prossimi cinque o dieci anni le condizioni a Cuba migliorino, menzionando specificamente la copertura, i comfort e la stabilità elettrica necessari per poter concentrarsi sulla ricerca senza doversi preoccupare dell'acqua o di mantenere carico il telefono cellulare.

Nonostante ciò, continua a essere legato all'ICIMAF e aspira a conseguire un dottorato in una materia che lo appassiona.

Tuttavia, quel progetto compete anche con le sue responsabilità familiari: lo scienziato riconosce che i suoi figli piccoli occupano buona parte del suo tempo e che non vuole sottrarglielo.

Sua moglie appartiene anch'essa al settore scientifico e lavora presso il Centro di Immunologia Molecolare (CIM).

Secondo la pubblicazione, Cruz partecipa attivamente alla cura e all'educazione dei suoi figli, affinché entrambi possano continuare a sviluppare le proprie carriere.

Nel contesto professionale, fa parte di un gruppo che utilizza la matematica numerica e simulazioni computazionali per testare numerose alternative prima di ricorrere a esperimenti fisici, una metodologia che consente di risparmiare materiali e altre risorse di laboratorio.

Questi modelli possono essere utilizzati anche per prevedere comportamenti e ridurre i rischi in determinate applicazioni tecnologiche.

Ma questa attività si svolge in un settore che, come riconosce lo stesso testo diffuso dal ministro, affronta obsolescenza tecnologica, deterioramento dei centri di lavoro e perdita di talenti.

Le avvertenze riguardo l'esodo dei professionisti cubani sono un problema antico che si protrae da anni.

In gennaio 2023, un professore dell'Università de L'Havana ha lanciato un appello disperato di fronte all'uscita di docenti e specialisti, avvertendo della perdita di personale prezioso e delle enormi difficoltà nel sostituire professionisti con anni di formazione ed esperienza.

Il problema ha raggiunto anche aree scientifiche direttamente collegate a servizi essenziali.

In tal senso, i meteorologi cubani hanno avvisato nel 2025 riguardo alla perdita di specialisti provocata dai salari bassi, dalla mancanza di risorse e dall'esodo di professionisti, una situazione particolarmente delicata in un paese regolarmente esposto a uragani, siccità e altri fenomeni meteorologici estremi.

Inoltre, l'emigrazione dei giovani fa parte di un fenomeno demografico molto più ampio.

I dati del Centro di Studi Demografici hanno recentemente dimostrato che la metà di coloro che sono emigrati da Cuba nel 2024 aveva meno di 35 anni, un segmento particolarmente importante per il rinnovamento della forza lavoro e professionale del paese.

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