Nessuno lo ha visto arrivare, ma diversi video di giovani cubani che cantano reparto con testi cristiani sono diventati virali nelle ultime ore. La peculiare mescolanza tra uno dei generi più popolari della musica urbana cubana e messaggi di fede non è passata inosservata, e i social si sono rapidamente riempiti di reazioni, battute e commenti di ogni tipo.
Nei video condivisi dalla creatrice di contenuti sayu__dominguez su Instagram, si vedono giovani riuniti e cantando con tutta l'energia del genere testi religiosi.
I video accumulano migliaia di visualizzazioni e commenti, e la sezione delle risposte è rapidamente diventata uno spettacolo a parte.
Gli utenti cubani hanno tirato fuori il loro miglior umore per l'occasione. «Fai sapere a Chocolate che hanno già cristianizzato il quartiere e non è stato lui», ha scritto uno. Un altro ha sentenziato con solennità: «Adesso è il momento in cui dico il Choco è il mio pastore, amén». Non è mancato chi ha proclamato che «è sceso il sommo Dio Chocolate MC», né l'avviso urgente di «non prendete più acqua benedetta».
Le occorrenze non si sono fermate qui. Qualcuno ha battezzato il fenomeno con un nome che già circola come concetto: «La cristoteca». Un altro ha immaginato il futuro liturgico della questione: «Mi immagino nelle preghiere: El Choco è il mio pastore, nessuno mi farà cadere».
«Ecco perché la nave è affondata, non è vero Noé», «Stanno per scoppiare polemiche tra pentecostali, avventisti, cattolici, cristiani e testimoni di Geova» o «Presto in tour per il Vaticano», hanno detto altri utenti in tono scherzoso.
Tra tante battute, c'è stato anche spazio per la riflessione. «Vedo giovani di nuova generazione integrare cultura e divertimento sano, senza smettere di credere in Dio, non vedo nulla di imperfetto nell'amare Dio e viverlo con gioia», ha scritto un utente. Un altro è stato più diretto: «I cristiani hanno diritto a divertirsi anche, ma a modo loro e con musica pulita».
Sayu Domínguez, una delle protagoniste del video, non è nuova ai contenuti virali. Lo scorso giugno, l'influencer cubana ha vissuto un altro momento che ha scosso i social con un video molto diverso: una denuncia diretta sulla crisi a Cuba, sui blackout di tre giorni e sui salari che non bastano nemmeno per mangiare, che ha superato le 52.000 visualizzazioni. Vederla ora in una chiave festosa e spensierata mostra un altro lato di una generazione che, nonostante tutto, non perde la voglia di divertirsi.
Il reparto, il genere urbano nato nei quartieri popolari dell'Avana che i giovani cubani hanno trasformato in una tendenza internazionale, continua a dimostrare che non ha limiti né generi — né musicali né spirituali.
E mentre il dibattito teologico-repartero continua nei commenti, una cosa è diventata chiara: «Certo che sì, un reparto benedetto».
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